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Veronica Lario contro Signorini: "Foto su Chi un agguato miserabile: ho 60 anni e il diritto di invecchiare"

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Veronica Lario non ci sta ad essere radiografata su Chi per le sue forme e divenire oggetto di un dibattito pubblico per il solo fatto di essere invecchiata: l'ex signora Berlusconi, che in sede di divorzio ha chiesto 540 milioni al leader di Forza Italia, ha impartito la sua personale lezione di giornalismo ad Alfonso Signorini commentando il servizio apparso sul settimanale Chi di questa settimana, che la ritrae con qualche chilo e ruga in più e in abbigliamento fin troppo casual.

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Quell'articolo con scatti rubati che la descrive in sovrappeso e invecchiata ha scatenato la sua reazione contro il settimanale del gruppo Mondadori e il suo direttore. La Lario non usa mezzi termini per definire Chi: "Quel giornale è usato come un'arma, per amici e nemici. Se non fai più parte del cerchio, sei un nemico. Ne avrei fatto volentieri a meno, ma adesso basta: dico quel che penso". A voler essere maliziosi verrebbe da chiedersi se la signora Lario si sia accorta soltanto adesso che gli house organ berlusconiani sono strumenti di propaganda declinati a seconda degli interessi della proprietà, o se l'ha sempre saputo approfittandone finché ha potuto.

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Ad ogni modo la sua posizione, spiegata in un colloquio con il Messaggero, è supportata da argomentazioni più che valide: "Ci sono tre motivi per cui torno a parlare ad un giornale. Il primo è che considero il servizio del settimanaleun attacco inaccettabile alle donne che, come me, vogliono invecchiare senza assoggettarsi allo stereotipo del giovane a tutti i costi" ha dichiarato Veronica Lario. Ricordando di essere ormai alla soglia dei sessant'anni, l'ex moglie di Silvio Berlusconi afferma perentoria: "Non mi curo del mio giro vita o delle rughe sul collo. È un motivo sufficiente per suggerirmi il ricorso al chirurgo estetico?".

La signora Lario rivendica il diritto di invecchiare senza finire sotto i riflettori per questo, a maggior ragione adesso che non è più "una figura pubblica": "Non sono più sposata con un presidente del Consiglio, tra l'altro lui non è più presidente del Consiglio. E quale esempio diamo alle sedicenni che oggi chiedono come regalo di compleanno una liposuzione?". Il suo discorso non fa una piega.

In secondo luogo, a spingerla a rilasciare dichiarazioni pubbliche, è proprio il fatto che il settimanale Chi "appartenga al mio ex marito". La Lario parla apertamente di un "miserabile agguato" ai suoi danni, che non si sarebbe aspettata in quanto "è vero, non sono più una Berlusconi e dunque non ho più diritto alle foto ritoccate, ma stavolta è venuto meno il rispetto per una donna che è comunque la madre dei figli di Silvio Berlusconi".

Nella sua invettiva la Lario si definisce "vittima di agguati fotografici", accusando i giornali di continuare a segnalare i suoi "indirizzi privati, fregandosene della privacy". Infine, una vera e propria lezione di giornalismo a Signorini e alla sua redazione. La Lario, che per anni è stata azionista di maggioranza de Il Foglio, afferma di trovare "deontologicamente riprovevole che un medico si permetta consigli non richiesti senza conoscere niente della persona di cui parla. E se io fossi ingrassata in seguito a problemi di salute?".

Dal canto suo Alfonso Signorini ha definito "un classico" il comportamento della Lario, parlando di una "indignazione a orologeria" in vista del voto per le Europee: "Una tempistica, che si presta a sollevare qualche sospetto, a sette giorni dalle elezioni (...) Chi è un giornale di gossip. La signora Lario è un personaggio pubblico? Sì. E di personaggi pubblici si occupa il nostro giornale". Non solo, Signorini rincara sostenendo che anche le rotondità della Lario meritano di finire su un settimanale: "È una notizia che la signora Lario sia ingrassata? Sì. E lo dimostra l’ampio dibattito che si è aperto dopo la pubblicazione delle immagini. Dunque non vedo dove sia il problema".

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