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Stefania Nobile litiga con Bruno Vespa in diretta a Domenica Live: "Maleducato, questa non è casa sua"

  • Rai

di Silvia Tozzi

L'intervista a Stefania Nobile da parte diBarbara d'Urso a Domenica Live è culminata con la telefonata in diretta di Bruno Vespa, che ha chiamato di fatto per dare alla Nobile, da poco uscita dal carcere, della truffatrice.

Bruno Vespa con Silvio Berlusconi

La Nobile si è fatta intervistare con il cuore in mano: "Non ho mai detto di essere innocente. Non sono innocente. Sai per me chi è un pentito? Un collaboratore di giustizia che cerca, incolpando gli altri, di non pagare le proprie colpe. Non ho mai chiesto il patteggiamento e neanche il rito abbreviato. Ho affrontato il mio processo andando a tutte le udienze. Almeno merito rispetto per aver scontato la mia pena”, ha detto la figlia di Wanna Marchi, che ha raccontato la sua vicenda giudiziaria, iniziata nel 2001 e conclusasi da pochi giorni, tra carceri e istituti ospedalieri.

Le condanne del processo

Tra le frasi pronunciate dalla Nobile nel salotto di Canale 5 che hanno irritato Vespa quella in cui Stefania ha messo in forse l'onestà dei suoi accusatori: “Io non ho mai sentito nessuno venire in tribunale e dire che era andato dal mago Do Nascimento perché aveva l’amante: la gente che si rivolgeva a lui e si rivolge ai maghi lo fa quasi sempre perché ha un amante. caso vuole però che da quanto emerso in tribunale tutti quelli che andavano da Do Nascimento avevano problemi di salute: un lebbrosario". E poi: "Al mio processo nessuno ha potuto portare le prove dei soldi che aveva dato al mago, ma sono stati tutti creduti e hanno avuto rimborsi. A quelli che davvero sono stati lesi, le scuse. Ma credo che in molti tra quelli che han chiesto i danni abbiano fatto i furbi”. Gente che aveva pagato 300mila lire - secondo la Nobile - avrebbe poi dichiarato di aver pagato 800 milioni. E poi il riferimento indiretto a Vespa: "Gli accusatori hanno avuto un accanimento che è andato oltre. Ci sono persone che di questo hanno fatto una professione, sono in televisione da anni. Le cifre dette non le ha pagate nessuno".

Barbara d'Urso, le foto

Quindi arriva la chiamata di Vespa, la d'Urso chiede a Stefania se il giornalista può parlare. Lei accetta, lui l'attacca, ma alla fine è Stefania a spuntarla, e Vespa fa solo la figura del maleducato che telefona nelle trasmissioni altrui, e questo nonostante che il pubblico fosse massicciamente contro la Nobile. "La signora Nobile ha detto che io avrei deriso la sua malattia" (una forma molto acuta di artrite reumatoide degenerativa, per cui è stata in ospedale a Pisa, di cui ha reso un racconto agghiacciante), ha detto (Vespa in pratica ha detto: "Sempre ammesso che la malattia esista e non sia frutto dell’immaginazione della Nobile per uscire dal carcere"), e ha sostenuto che se l'è meritata: "Abbiamo trattato con severità le signore Marchi perché abbiamo portato in studio le loro vittime”. Vespa - da cui Stefania ha rifiutato di andare ospite - ha quindi accusato la Nobile di avere "parlantina" e ha aggiunto: "Il fenomeno fino a prova contraria lo ha fatto lei a spese di tanta povera gente. Ognuno faccia il fenomeno a casa sua".Autogol. Lei lo ha fatto passare per maleducato: “Lei non è a casa sua. Io le ho dato il permesso di parlare, ma non mi parlare che Barbara d'Urso chiami spesso a Porta a Porta per interloquire con i suoi ospiti".

Barbara d'Urso a Domenica Live, le foto

Toccante il racconto sulle carceri: "È giustissimo che quando uno sbaglia paghi, ma c’è modo e modo di pagare. Non c’è bisogno di essere trattati peggio delle bestie in condizioni sanitarie paurose. Sono stata umiliata in tutti i modi possibili. La cella fredda, vai a farti la doccia e ti fanno stare ore senza asciugarti i capelli. Quando ti portano in carcere, ti spogliano, ti rivoltano, ridono tra loro, molti si divertono. Ti mettono in mano una coperta lurida, sporca e schifosa, non credo che questo faccia parte della riabilitazione carceraria. C’è chi si diverte a fare di più. Ricordo una voce che per più notti mi ripeteva: anche i ricchi piangono. Il medico del carcere di Bologna aveva scritto di portarmi senza stringere le manette per la mia malattia, artrite reumatoide, invece me le hanno strette anche di più”.

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