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Sircana: "Pubblicate quelle foto"

Silvio Sircana, portavoce del governo Prodi invischiato nella bufera di Fotopoli, si confessa a Repubblica e racconta di come una vita (la sua) possa essere sconvolta da una solo foto (guarda la sequenza): "Mi dispiace. È stata la stupida deviazione di percorso di una sera d'estate. Ma perché dovrei dimettermi per questo?".

L'immagine pubblicata oggi sui principali quotidiani italiani lascia poco spazio a dubbi: Sircana si vede chiaramente mentre si affianca a un transessuale, e scambia qualche parola dal finestrino.
E' questa la maledetta foto che spunta fuori dal ventre della bestia di Vallettopoli.
"Pubblicatela pure, quella foto, tanto so cosa ritrae. Ritrae quello che è successo. Cioè nulla. È la verità. Una macchina si accosta un istante a un presunto transessuale. Poi se ne va. Con a bordo soltanto chi la guida. Questo è il fatto".

La difesa di Sircana si basa sull'attacco: "Non si crocifigge una persona, per una sciocchezza del genere. Non si espone alla gogna mediatica un uomo, per una piccola e stupida deviazione di percorso, in una sera di mezza estate. Se quello che è successo dovesse essere oggetto di qualsiasi analisi di tipo processuale, anche presso il più spietato dei tribunali religiosi, verrebbe derubricato così: il fatto non sussiste. E invece, su un fatto che non esiste, si è montata purtroppo una panna ignobile".

Sulla richiesta di dimissioni il portavoce di Prodi è ancora piu' fermo: "Perché avrei dovuto dimettermi? Per una non-notizia? No, non ci sto. Le vere notizie sono altre. Io non mi do risposte. Ma continuo a farmi domande. Di questa vicenda delle foto si parlava già da qualche mese, nel pettegolaio generale, e nessuno mi ha mai avvertito. Dell'esistenza di atti giudiziari, con un faldone intestato al mio nome e cognome presso una Procura della Repubblica, ho saputo solo dalla lettura dei giornali. Intorno a queste voci si è poi innescato un processo pubblico, una speculazione "filosofica" che prescinde totalmente dalla realtà dei fatti. Si è persino ipotizzato che dietro quelle foto si nascondesse un tentativo di ricatto".
Ed è stato così? "No, nessuno mi ha mai ricattato. Nessuno mi ha mai telefonato. Non ho ricevuto nessuna informazione, nessuna segnalazione. Neanche una lettera anonima. E allora perché è successo tutto questo?".

"Quelle foto mi hanno distrutto", ha concluso Sircana, "ma dimostrano il nulla, come conferma nell'intercettazione telefonica lo stesso fotografo che le ha fatte: "peccato, si è fermato un attimo, e poi se n'è andato". Io ho già chiesto che siano pubblicate. E lo ripeto: pubblicatele pure e poi ognuno pensi quello che vuole. Io so solo che ho vissuto i momenti più brutti della mia vita. Come posso parlare a mia moglie, cosa devo spiegare ai miei figli?"

E il premier Prodi cosa ha consigliato al suo portavoce? "Prodi non ha mai deviato un secondo. Ha sempre avuto una grande fiducia in me. Ma poi la risposta l'ho avuta anche da tutto il governo, e dal mondo politico. Ho ricevuto messaggi di solidarietà non solo dal centrosinistra, ma anche dal centrodestra. Mi ha chiamato Casini, mi ha telefonato Ronchi per riferirmi la solidarietà di Fini, mi hanno scritto lettere cortesissime Bonaiuti e Schifani. Questi attestati di stima mi hanno fatto capire che la valenza politica delle mie eventuali dimissioni non c'è, non esiste".

Sircana resterà al suo posto, dunque, "ma più stanco e più triste di prima".

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