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Selvaggia Lucarelli, lettera a Dagospia sul caso del processo per le "mail rubate"

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Selvaggia Lucarelli si scaglia contro la macchina del fango di cui si ritiene vittima per il caso del processo per le cosiddette 'mail rubate' ai Vip. Lo fa in una lunga lettera spedita al sito Dagospia.

Ricordiamo per i più distratti: La giornalista, insieme a Guia Soncini e Macchianera dovranno rispondere di violazione della privacy di alcuni vip (Elisabetta Canalis, Federica Fontana, Mara Venier, Sandra Bullock e Scarlett Johansson) a cui avrebbero sottartto la password delle mail per avere accesso a foto ed informazioni.

Selvaggia Lucarelli, Guia Soncini e Macchianera a processo

Scrive nel lungo post Selvaggia Lucarelli: La macchina del fango e' qualcosa di cui avevo sentito parlare, ma ne sottovalutavo senso e potenzialità. Sono, nel procedimento di cui parlano tutti i siti e giornali, l'indagata meno coinvolta e di cui c'è meno materiale negli atti (una manciata di sms in 600 pagine forse, nessuna mail di parti lese entrata in mio possesso, nessun abuso informatico nonostante intercettazioni lunghe e sequestri di qualsiasi dispositivo.)

Sono indagata perché mi sono vista arrivare da un amico delle foto di un compleanno della Canalis. Non me le procurai illegalmente e non chiesi soldi. Di seguito il post completo:

La mia lettera a Dagospia sull'inchiesta che mi riguarda: La macchina del fango e' qualcosa di cui avevo sentito...

Posted by Selvaggia Lucarelli on Sabato 30 maggio 2015

Intanto, Filippo Facci interviene sulla vicenda con un retroscena: l'sms inviato da Selvaggia Lucarelli a Nino Materi de 'Il Giornale': "Non ho mai avuto a che fare con il gossip".

ELISABETTA CANALIS - Elisabetta Canalis, la vip da cui è partita l'inchiesta culminata nel processo che dal 19 giugno si terrà all'interno del tribunale di Milano, ha dichiarato di essersi sentita spiata.

Le foto del suo compleanno del 2009, serata acui partecipò anche il fidanzato dell'epoca, George Clooney, finirono, a sua insaputa, tra le mani di qualcuno che avrebbe voluto venderli ad un noto settimanale in cambio di 120mila euro. L'affare saltò proprio per la denuncia dell'ex Velina di Striscia.

La Canalis ha descritto quel periodo come molto inquietante: "Avevo paura di accedere alla mia mail. Temevo, ad ogni click, che qualcuno potesse avere accesso ad informazioni estremamente private: foto, compensi lavorativi, dati vari. Sono soddisfatta per il lavoro effettuato dalla Polizia, ora confido nella Giustizia per l'accertamentodi ogni responsabilità".

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