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Sabina Began a Vanity Fair: sì, ho presentato Tarantini a Berlusconi

Sabina Began è uno dei personaggi coinvolti nell'inchiesta di Bari che, a seguito di quanto è successo, ha deciso di rilasciare un'intervista a Vanity Fair di questa settimana per raccontare la sua versione dei fatti.

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Fin dall'inizio, infatti, si parlava di lei come del tramite tra l'imprenditore Tarantini e il premier Silvio Berlusconi e lei a Vanity Fair conferma tutto: "purtroppo sì, Tarantini a Berlusconi l'ho presentato io. Mi ha supplicata spesso perchè voleva conoscere Berlusconi, diceva che era il suo mito. Mi sembrava un tipo simpatico. Così, in occasione di una cena con Abramovich, vedendo che c'era già una lista di settanta persone, sono riuscita a far invitare dalla segreteria del Presidente anche Tarantini e sua moglie".

"Tarantini", continua la Began sulla rivista, "voleva farsi bello con il presidente e con il suo entourage e ha cominciato a farsi accompagnare, invece che dalla moglie, che peraltro era incinta, da altre amiche, che Berlusconi salutava e accoglieva in quanto tali".

"Tra il presidente e me c'è stima e rispetto, non gli ho mai dato del tu, lui per me è un mito. E', per essere chiari, un rapporto assolutamente platonico. E non gli ho mai chiesto nulla, non ho mai superato i limiti della buona educazione e del buon gusto", aggiunge la ragazza, chiamata da tutti con il soprannome di Ape Regina e che al premier ha dedicato anche un tatuaggio sul piede con le iniziali S.B.

"S.B.", spiega la Began, "sono le iniziali di Sabina Began, ma anche di Silvio Berlusconi. Questo è un omaggio all'uomo che con il suo esempio mi ha cambiato la vita. Il 29 è il giorno in cui l'ho incontrato ed è anche la sua data di nascita . C'è chi si tatua il volto di Che Guevara. Per me è la stessa cosa".

Sulle cene a Palazzo Grazioli e Villa Certosa dice: "il presidente è un padrone di casa eccezionale, un grande istrione, altro che Fiorello. E poi non ho mai presentato nessuna ospite a Berlusconi e non ho certo fatto dei casting per suo conto. È una menzogna".

Infine sostiene di non conoscere Patrizia D'Addario e di non credere "a una parola di ciò che dice. Nè credo alle registrazioni. In giro ci sono abilissimi imitatori della voce di Berlusconi. Se anche il presidente fosse interessato, non avrebbe certo bisogno di pagare una donna".

Foto by Vanity Fair, scattate da Luca Babini.

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