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Raoul Bova: "Mi separo da Chiara, la crisi dura da tre anni, ma non sono gay"

  • Vanity Fair

di Margherita Gamba

Con la pacatezza e il garbo che da sempre lo contraddistinguono, Raoul Bova, al centro del gossip per le voci circolate in merito a una sua presunta omosessualità, ha voluto far chiarezza sulla questione. Per farlo ha scelto le pagine di Vanity Fair. E sul magazine ha rivelato che, si, in effetti, dopo 13 anni, si sta separando dalla moglie Chiara Giordano. E la rottura ha radici piuttosto lontane.

Raoul Bova ospite a C'è posta per te, foto

Raoul Bova nel cast di Ti presento un amico, foto

"Io e lei, nel tempo, siamo molto cambiati. Il cambiamento a volte unisce e a volte no. Noi due, purtroppo, non ci siamo più capiti. Allora è iniziato un periodo molto lungo – quasi tre anni ormai – in cui ci siamo parlati, ci siamo confrontati. Abbiamo provato in tutti i modi a risolverli, quei problemi, ma purtroppo non è bastato. E alla fine abbiamo deciso di comune accordo, con grandissimo dolore e con grandissima civiltà, di prendere strade diverse. Lo abbiamo fatto perché crediamo troppo al valore della famiglia per tenerla in piedi a qualunque costo, come facciata, senza onestà. È un atto non dico di amore, ma di rispetto per l'amore che c'è stato tra di noi". L'esigenza di parlare è nata anche (e soprattutto) per proteggere i suoi due figli, Alessandro Leon e Francesco. "Se io sono un personaggio pubblico e conosco le regole del gioco, loro non hanno fatto nulla per meritarsi questo trattamento. L'assedio dei fotografi li spaventa. Poi c'è la scuola. I compagni, a casa, hanno genitori che leggono, ascoltano, e a tavola commentano queste cose, e i figli le sentono, e tornando a scuola le ripetono, con la cattiveria che possono avere i bambini: tuo padre sta male, tuo padre è un ladro, tuo padre divorzia, tuo padre è gay. Se mi vedo costretto a parlare, è per proteggere loro".

L'intervista, dunque, non è una bandiera per dichiarare la propria eterosessualità. L'attore, a riguardo, è molto tranquillo, ma ha voluto specificare la sua posizione: "Lo dico apertamente, mi piacciono le donne. Se fossi omosessuale, credo che non avrei nessun problema a riconoscerlo. O forse non lo direi. Perché questo obbligo di dichiararsi, di giustificarsi? Nessuno va in giro a dire 'piacere, sono etero.' Più di metà dei miei amici sono gay. Persone con cui sono cresciuto e andato a scuola, con cui lavoro. È per loro, soprattutto, che mi fa ribrezzo questo modo razzista e retrogrado di usare l’etichetta di omosessuale come una macchia inconfessabile, come una peste".

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