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Raffaella Carrà: ‘Senza figli, un vuoto dentro’

Prima ha rimandato, rimandato, rimandato. Perché la sua carriera appariva in costante ascesa, perché aveva trent’anni e le sue giornate ‘si susseguivano rapide e concitate tra interviste, prove a teatro, show e musica’. C’era il successo, c’erano ‘i viaggi, i concerti, i bagni di folla, i fiori, i riconoscimenti’. Raffaella Carrà non riusciva a pensare di mettere il mondo un figlio in quel periodo della sua vita: ‘era difficile fermarmi, e non volevo neanche viaggiare col pupo nel cestino’.

Poi, quando già era iniziata la sua relazione ‘storica’ con Sergio Japino, a distanza di qualche tempo si è sentita finalmente pronta. Pronta a dedicare anima e corpo a un bambino: ‘Quando ho comunicato a Sergio il mio desiderio di avere un bambino, siamo impazziti di gioia entrambi. Camminavamo mano nella mano per le vie di Roma guardando con tenerezza i negozi dedicati all’infanzia e già immaginavamo una stanza dai colori pastello e con una piccola culla al centro’.

Il suo racconto è sulle pagine del mensile ‘Ok Salute’, e comprende un capitolo amarissimo: ‘E’ stata una felicità breve. I mesi passavano e questo bimbo non arrivava. Sono andata dal ginecologo per un controllo e lì ho fatto l’amara scoperta: ormai era troppo tardi. Il medico mi ha detto: ‘Raffaella, ti devi rassegnare, il tuo fisico non ti permette più di affrontare una gravidanza’. È stato come sbattere la faccia contro un muro’.

Lì per lì, Raffaella è stata presa dal dolore, dalla delusione, dall’amarezza. Poi, però, è riuscita a reagire: ‘Ho riversato tutto l’amore che avevo dentro sui miei due nipoti. Mio fratello, purtroppo è scomparso giovane, a soli 55 anni, così sono diventata per loro una sorta di ‘papà’ più che di zia’.

Non solo. La Carrà ha fatto un’altra cosa, una cosa splendida. Si è dedicata alle adozioni a distanza: ‘a oggi sostengo circa dodici bambini un po’ in tutto il mondo e di tanto in tanto li vado a trovare. Mi sono, per così dire, circondata di infanzia, riuscendo a colmare quel vuoto che avevo dentro. La spontaneità e l’innocenza di questi bimbi mi permette di invecchiare in modo sereno, di placare l’irruenza del mio carattere’. Non sono arrivati i figli naturali. Ma ne sono arrivati altri, direttamente dalle vie del cuore.

 (foto © LaPresse)

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