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Quanto sesso fanno i calciatori?

Circondati da veline, sposati con modelle, corteggiati dalle bellissime dello spettacolo. Ma i calciatori che rapporto hanno con il sesso?
Li vedi lì, in discoteca ad indossar magliette come una seconda pelle, circuiti da bellone o in campo a togliersi la maglia dopo il gol, esibendo addominali gagliardi. Eppure molti di loro quando si trovano a dover parlare di sesso, scappano via, timidissimi.

La Gazzetta dello Sport ha pubblicato un'inchiesta nella quale i protagonisti del pallone sono chiamati a raccontare le loro esperienze sessuali. La metà di loro (fra i quali Gigi Buffon, Rolando Bianchi, Ciccio Cozza e Christian Zaccardo) ha risposto impacciata: "Di queste cose non parlo".
Alcuni non possono parlare per via di eccessive direttive della loro società, altri per motivi personali.

Per fortuna c’è chi ha il coraggio di dire quel che pensa, come il laziale Massimo Oddo sposato con Claudia e padre di Davide.
"Il sesso è importante", ha detto il capitano della Lazio. "Non credo faccia male. E’ piuttosto una questione di testa, di equilibrio. Io credo che non se ne possa fare a meno, ecco perché pesano i ritiri, soprattutto quello estivo. Così quando torni cerchi di recuperare... Ma no, non lo faccio tutti i giorni. E che sono Mandrake? Non è obbligatorio. Credo che non ci sia sesso senza amore. E non ci siano giorni prefissati. Solo qualcuno è scaramantico".

C'è poi Gianluca Pagliuca che parla del sesso senza alcun pudore: "L’amore devi farlo quando ne hai voglia. Se fatto in modo intelligente puoi farlo anche al venerdì, senza problemi. E’ fondamentale però conoscere il proprio corpo. Certo se stai lì 3-4 ore, è normale che ne risenti". Tocca solo regolarsi, dunque.
Facile con la testa ritornare all'aneddoto raccontato qualche tempo fa da Serse Cosmi che per ringalluzzire i suoi ragazzi dopo una gara tiratissima fece mettere sul pullman della società un film porno.
"A me il porno fa schifo", dice sincero Pagliuca. "A luglio soffro l'astinenza, ma è solo un mese. Come è solo un anno questo ad Ascoli: Aurora e Mattia (compagna e figlio, ndr), sono rimasti a Bologna, mi mancano, ma stringo i denti".
Ma dopo la partita... "Quanto ne faccio dopo le gare non interessa a nessuno, cose private". Non esageriamo, dunque.
Passiamo oltre.

Matteo Ferrari, difensore della Roma che sta con l'ex quasi Miss Italia Debora Salvalaggio (arrivò seconda), le volte che fa sesso le conta e le dichiara senza problemi: "Il sesso è essenziale. Se capita, si fa anche quattro volte in un giorno. Senza distinzioni tra estate e inverno. Dopo la partita, a meno che non sia stravolto, ho più voglia. E l’entusiasmo con Debora non manca mai".
Piu' o meno la pensa così anche Mauro Esposito, esterno del Cagliari, che dopo aver giocato "non vedo l'ora di far sesso, ne ho bisogno fisico. Io ho una media di 2-3 rapporti a settimana. Non sono assatanato, 15 giorni di astinenza, a luglio, però pesano. Non dico che ci si innervosisca, ma...".

Roberto Baronio della Lazio, sposato con un figlio di 4 anni: "I single sono abbastanza scatenati, gli sposati soffrono meno, ma non significa che facciano poco sesso. Io ne faccio tanto e ne ho sempre voglia, ma il mio desiderio aumenta prima, al giovedì e al venerdì, perché sai che poi devi fermarti".
Single e sposati poco importa: sesso a gogò.

L'amore, alle volte può anche finire. E' il caso di Rosaria Cannavò, ex di Antonio Cassano, che a Tgcom rivela di non aver interrotto la storia con el Pibe de Bari per motivi sentimentali (e sessuali, dunque) ma per la distanza: "Non è finita certo perché è finito l'amore. Quello c'era ancora. E'stata un po' colpa del cambio di città. L'ho seguito a Madrid e poi sono dovuta tornare indietro per motivi familiari, un'operazione di mia nonna. Colpa anche del lavoro. E alla fine ci siamo allontanati".

Alle volte, però, la passione travalica ogni limite del lecito. E' il caso di un calciatore francese dell'Auxerre, Dembelè Garra, in prova da una settimana alla Lazio, in manette con l'accusa di violenza su una ragazza americana in un locale nel centro di Roma.
Tornano alla mente le parole di Scolari, ct del Portogallo: "Giovani o maturi, poco importa. Se un calciatore non sa tenere a freno le sue passioni non è un uomo ma una bestia".

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