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Povia sull'omosessualità della figlia: "Mi farei delle domande"

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"Luca era gay ma adesso sta con lei". Cantava così Povia qualche tempo fa a Sanremo portando sul palco della celebre kermesse canora un tema decisamente poco popolare rispetto ai soliti che suscitò molte polemiche. In un'intervista su Vice.com il cantautore spiega la sua visione dell'omosessualità ed il significato del testo di quella canzone specificando di non avere in realtà nessun problema con i gay.

Povia intervistato da Excite

"Gli argomenti sui gay che stanno in primo piano potrebbero benissimo passare in secondo piano, anche l’argomento immigrati. Io se vado in ospedale e vedo i bambini morire di tumore quando so che invece la ricerca se fosse ben sovvenzionata potrebbe salvarli mi incazzo, cioè mi chiedo perché si continua a parlare solo di gay pride. Io sono a favore dei gay, anche “Luca Era Gay” è una canzone a favore dei gay, quelli che mi hanno fatto odiare sono le associazioni che li difendono, perché li fanno sentire emarginati, strani, li fanno sentire una categoria, mentre i gay che conosco io sono delle persone serie, non vanno ai gay pride con il *di fuori sui carri, perché si ghettizzano da soli".

Nella canzone suddetta spiega Povia non mostra atteggiamenti omofobi: "Perché dimostra che se uno vuole cambiare, se non sta bene in una condizione, può farlo. Se io avessi cantato “Luca è ancora gay e non sta più con lei / Luca dice sono come sono / E stanotte io mi faccio un uomo” tutti mi avrebbero detto “Grande! Numero uno! Pugno chiuso, gombagno! Tu lavori io magno!”, invece siccome ho cantato una cosa in contrasto, cioè che Luca era gay, che dimostra comunque che se una persona non sta bene in una condizione può cambiare, mi hanno dato del fascista, razzista, contrario ai gay. Ma non è scientifico che un gay resterà sempre un gay, si può cambiare, lo dicono anche le associazioni gay".

Per quanto riguarda la questione dei figli adottati dalle coppie gay dice: "La pedagogia, la scienza dell’educazione dicono certe cose in modo molto chiaro: i bambini devono avere due figure genitoriali ben distinte, una madre e un padre. Alla fine una casa-famiglia è piena di persone preparate. I bambini che non hanno una mamma e un papà è giusto che vengano affidati a una casa-famiglia e poi, nel caso, ai milioni di coppie eterosessuali che non possono avere figli”.

Ed infine aggiunge sull'eventualità di avere un figlio gay: "Mi farei sicuramente delle domande. Ognuno di noi è la somma delle persone che ha conosciuto nella vita, degli eventi, dei film, delle cose che ha conosciuto. Dal momento che nessuna scienza prova che si nasce gay o interisti o scienziati o comunisti, a parte il colore dei capelli, degli occhi e della pelle. Non è che mi chiederei dove ho sbagliato io, mi farei delle domande”.

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