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Piero Marrazzo: Patrizia Mancini, coreografa ed ex ballerina, è la nuova fidanzata

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Quattro anni dopo lo scandalo dei trans e della cocaina, Piero Marrazzo torna in tv con una trasmissione di documentari su Rai 2, Razza Umana, ma soprattutto ricomincia a vivere. In una lunga intervista a Vanity Fair, in edicola dal 30 ottobre, l'ex Governatore della Regione Lazio ha infatti raccontato di avere ritrovato se stesso, la serenità e soprattutto l'amore, nella coreografa e insegnante di danza, oltre che ex ballerina tv, Patrizia Mancini.

Il caso Marrazzo: tutta la storia

"Sono rimasto stupito. Non pensavo proprio a fidanzarmi. E' successo al Circeo, dove passavo le estati da ragazzo", spiega Marrazzo, ricordando che Patrizia "è apparsa una mattina in spiaggia, ci presentano amici comuni". L'ombra del passato però mina la sicurezza dell'uomo, che dice di avere pensato: "Mo' ricominciamo: Marrazzo, lo scandalo, i trans, la cocaina". E invece la (felice) sorpresa: "La grandezza di una donna è che quando le piace un uomo non ha pregiudizi: il sentimento è più forte".

Per arrivare al punto di sentirsi pronto a mettere in piedi una nuova relazione, però, l'ex Presidente della Regione Lazio ha dovuto compiere un lungo percorso, prima "con un mese di monastero, dimostrando anche che non avevo alcuna dipendenza" e "poi con due anni di analisi", partita da una domanda dolorosa e diretta, ma necessaria: "Perché, da eterosessuale, con il successo e una famiglia felice, sono finito lì?", ovvero l'appartamento di via Gradoli, a nord di Roma, dove consumava la sua relazione extraconiugale con una transessuale.

E Marrazzo spiega che la risposta è arrivata, anche se preferisce non parlarne: "E' intima, e non ce n'è una sola", pur tuttavia concedendo all'interlocutore uno sguardo fuggevole ai suoi pensieri e ai suoi tormenti: "Pensavo che il problema fosse il rapporto con mio padre: un'ombra lunga, personalità imponente, famoso in Rai. L'irrisolto, invece, mi diranno, era con mia madre: donna bellissima, riservata ma vicina. Morta di tumore nel 1985, lo stesso anno di papà Joe: per questo sono giornalista".

Oggi dunque il passato è alle spalle, con la Corte di Cassazione che ad aprile del 2010 ha dichiarato l'ex governatore vittima di un complotto organizzato da Carabinieri infedeli e ha ritenuto la droga a esclusivo utilizzo personale, ma resta il dolore, perché nell'appartamento di via Gradoli "ci andava il capo di un'istituzione importante, un marito, un padre. Quella libertà non te la puoi conquistare tacendola. L'ho capito dopo". Un punto che non è una fine, ma un inizio, con nuovi e migliori presupposti: "Piero non tradisce più. Non mente più".

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