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Piero Marrazzo: i trans, la cocaina e... Alfonso Signorini

La bomba è scoppiata giovedì della scorsa settimana e si è propagata all'inizio come se fosse un nuovo caso mediatico di poco conto per poi diventare molto più grande e importante.

Berlusconi sapeva, il video

Guarda le foto: Natalie, il trans del video con Marrazzo

Guarda le foto: Brenda, uno dei trans coinvolti nella vicenda

Si parla del caso Marrazzo, l'ormai ex governatore del Lazio che si è autosospeso dopo essere stato vittima di ricatti relativi alla sua vita personale; Marrazzo è stato infatti protagonista, e peraltro terrorizzato, di un video scandalo in compagnia di un transessuale di Roma con il quale è stato sorpreso a sniffare cocaina in un appartamento della Capitale.

Guarda le foto del condominio di via Gradoli

La prima presa di posizione del figlio del famoso giornalista di mafia è stata di sgomento e indignazione, con tanto di dichiarazione di distanza dalle immagini girate da quattro carabinieri lo scorso luglio; poi il senso di colpa ha preso il sopravvento e Marrazzo ha confessato tutto, dichiarando di aver ceduto al ricatto, consegnando assegni per svariati milioni, per vergogna nei confronti della sua famiglia e di sè stesso.

I due trans protagonisti dello scandalo si difendono come possono: Natalie sostiene che i giornalisti "hanno scritto un sacco di falsità" aggiungendo che non era, com'è stato scritto, la"preferita del presidente" e che non è mai stata filmata con Marrazzo dai carabinieri che a luglio scorso hanno fatto irruzione nell'appartamento.

Brenda, altro transessuale brasiliano, dichiara invece: "non ho mai avuto rapporti con Marrazzo. Si è visto da queste parti, ma io non c'entro niente, non so niente. E' stato con Natalie, l'ha detto anche lui".

Insomma, tutti si discolpano e cercano il reale colpevole e intanto pare che il video con Marrazzo girato a luglio, almeno stando a quel che scrive la stampa oggi, alla redazione milanese del settimanale Chi di Alfonso Signorini fosse arrivato già ad agosto.

"Me l’ha offerto la ti­tolare di un’agenzia fotografica, Carmen Masi, e io l’ho preso in visione", dice oggi Alfonso Signorini. "Mi disse che il prezzo era di 200.000 euro trattabili. Ho spiegato subito che non mi interessava, però ho detto che ne avrei parlato con i vertici del l’azienda. Ho subito informato la presidente Marina Berlusconi e l’amministratore delegato Maurizio Costa, con i quali abbiamo concordato di rifiutare la proposta".

Sarebbe stata poi Marina Berlusconi ad avvertire il padre Silvio che chiamò Marrazzo per spiegargli che il video era nelle mani della Mondadori ma che l'azienda non l'avrebbe acquistato.

Insomma, nella vicenda Marrazzo Alfonso Signorini diventa una sorta di ago della bilancia, con il settimanale Chi ormai destinato a diventare una specie di pamphlet che racconta gli scandali d'Italia e anzi ne è testimone diretto.

E nella stessa vicenda entrano in gioco anche questioni politiche da non sottovalutare se è vero, come è vero, che la Regione Lazio sarebbe stata chiamata al voto la prossima primavera e lo scandalo non fa che accelerare le procedure per le votazioni e ridefinire tutti gli assetti strategici.

Ad oggi, comunque,Piero Marrazzo risulta irrintracciabile, impegnato forse a ricucire dei rapporti che si sono deteriorati in questi quattro giorni; e che, con il passare dei giorni, potrebbero ulteriormente sgretolarsi a margine delle continue dichiarazioni rese a destra e a manca sull'intera vicenda.

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