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Patrizia D'Addario e la storia della sua candidatura

Si chiama Patrizia D'Addario ed è candidata nelle liste di "La Puglia prima di tutto", lo schieramento inserito nel Popolo della Libertà alle ultime elezioni comunali a Bari. Si parla di lei perché ha deciso di rinunciare alla sua candidatura, di chiamare il quotidiano Il Corriere della Sera e rilasciare un'intervista in cui ha voluto raccontare la sua verità.

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Al quotidiano la D'Addario ha detto: "Mi hanno messo in lista perché ho partecipato a due feste a palazzo Grazioli. Ho le prove di quello che dico e voglio raccontare che cosa è successo prima che decidessi di tirarmi indietro. Il mio nome è ancora lì, ma io non ci sono più".

La D'Addario ha raccontato di essere andata per la prima volta a palazzo Grazioli a metà dello scorso ottobre, invitata da un suo amico di Bari che le aveva detto di volerla far parlare con una persona che conosceva per partecipare a una cena che si sarebbe svolta a Roma. "Io gli ho spiegato che per muovermi avrebbero dovuto pagarmi - ha detto la donna - e ci siamo accordati per 2mila euro. Allora mi ha presentato un certo Giampaolo. Avrei dovuto prendere un aereo per Roma e lì mi avrebbe aspettato un autista. Mi dissero subito che si trattava di una festa organizzata da Silvio Berlusconi".

Nel corso dell'intervista la D'Addario ha poi detto di essere arrivata a Roma e di essere andata in taxi in un albergo di via Margutta, come era stato concordato. "Un autista è venuto a prendermi e mi ha portato all'Hotel de Russie da Giampaolo - ha poi spiegato la donna - con lui e altre due ragazze siamo entrati a palazzo Grazioli in una macchina con i vetri oscurati. Mi avevano detto che il mio nome era Alessia. Siamo state portate in un grande salone e lì abbiamo trovato altre ragazze. Saranno state una ventina. Come antipasto c'erano pezzi di pizza e champagne. Dopo poco è arrivato Silvio Berlusconi".

La D'Addario ha poi proseguito nel suo racconto e ha detto: "Ha salutato tutte e poi si è fermato a parlare con me. Ho capito di averlo colpito perché mi ha chiesto che lavoro facessi e io gli ho parlato subito di un residence che voglio costruire su un terreno della mia famiglia. Ci ha mostrato i video del suo incontro con Bush, le foto delle sue ville, ha cantato e raccontato barzellette".

Il giornalista ha poi chiesto alla donna se fosse poi tornata a Bari e la D'Addario ha risposto che essendo notte è tornata in albergo, ma che Giampaolo le ha detto che le avrebbe dato solo mille euro, al posto dei 2mila stabiliti, perché non era rimasta.

La D'Addario ha detto di avere le prove e ha spiegato di essere poi tornata a palazzo Grazioli dopo un paio di settimane "esattamente la sera dell'elezione di Barack Obama". La donna ha raccontato: "Anche quella volta sono stata in un albergo, il Valadier. Con me c'erano altre due ragazze. Una la conoscevo bene. E' stato sempre Giampaolo a organizzare tutto. L'autista ci ha portato nella residenza del presidente, ma quella sera non c'erano altre ospiti. Abbiamo trovato un buffet di dolci e il solito pianista. Quando mi ha visto, Berlusconi si è ricordato subito del progetto edilizio che volevo realizzare. Poi mi ha chiesto di rimanere".

La donna ha detto di poter dimostrare le sue parole perché ha le registrazioni dei due incontri nelle quali si sente la voce del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "E poi c'erano molti testimoni - ha aggiunto la D'Addario - persone che non potranno negare di avermi vista". La donna ha poi spiegato al giornalista di aver portato con sé il registratore perché in passato ha avuto seri problemi con un uomo e di non essere stata controllata. "Berlusconi mi ha telefonato la sera stessa - ha poi affermato la D'Addario - appena sono arrivata a Bari. E qualche giorno dopo Giampaolo mi ha invitata a tornare. Ma io ho rifiutato. Berlusconi mi aveva promesso che avrebbe mandato due persone di sua fiducia a Bari per sbloccare la mia pratica. Non ha mantenuto i patti ed è da quel momento che non sono più voluta andare a Roma, nonostante i ripetuti inviti da parte di Giampaolo. Loro sapevano che avevo le prove dei miei due precedenti viaggi".

Poi la D'Addario ha parlato della sua candidatura. "Qualche giorno dopo - ha detto la donna - Giampaolo ha voluto il mio curriculum perché mi disse che volevano candidarmi alle Europee. Quando sono cominciate le polemiche sulle veline, il segretario di Giampaolo mi ha chiamata per dirmi che non era più possibile. A fine marzo mi ha cercato Tato Greco, il nipote di Matarrese che conosco da tanto tempo. Mi ha chiesto un incontro e mi ha proposto la lista 'La Puglia prima di tutto' di cui era capolista lo zio. Io ho accettato subito, ma pochi giorni dopo ho capito che forse avevo commesso un errore".

La D'Addario ha spiegato di aver subito un furto in casa, a suo dire, molto strano. La donna ha poi detto di aver presentato denuncia e di aver continuato la sua campagna elettorale. "E' andato tutto bene fino al giorno in cui Berlusconi è arrivato a Bari per la presentazione dei candidati del Pdl - ha raccontato la D'Addario - io lo aspettavo all'ingresso dell'Hotel Palace. Lui mi ha guardata, mi ha stretto la mano ed è entrato nella sala piena. Io ero in lista, quindi l'ho seguito. Ma all'ingresso della sala sono stata bloccata dagli uomini della sicurezza e del partito che mi hanno impedito di partecipare all'evento".

Al giornalista la D'Addario ha spiegato di aver voluto raccontare questa sua storia perché ha capito di essere stata ingannata. "Avevo chiesto soltanto un aiuto per un progetto al quale tengo molto e invece mi hanno usata" ha detto la donna.

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