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Paolo Brosio, la sua storia. Dalla droga alla fede

In una lunga intervista a La Stampa Paolo Brosio ha parlato della sua "svolta mistica". Dopo il suo esordio come giornalista per il telegiornale di Emilio Fede, la vita di Brosio ha subito una grande trasformazione. E' arrivato, infatti, lo spettacolo. Televisione, belle donne, ma anche droga, orge. E poi un matrimonio finito molto male. Adesso per Brosio sembra essere arrivato il momento di una nuova trasformazione.

Al quotidiano il giornalista e conduttore televisivo ha raccontato: "Stavo sull'abisso e Dio mi ha tirato fuori. Mio padre era morto dopo 50 giorni d'agonia, mi avevano bruciato il locale, mia moglie era incinta di un altro, uno che conoscevo, che vedevo tutti i giorni sulla spiaggia. Sulla mia spiaggia, capisci?". Brosio ha poi aggiunto: "Ero disperato. E la disperazione porta ad atti scellerati: potevo prendere un bastone e spaccare la testa a quello là, e invece ho preferito fare male a me stesso".

Il giornalista ha spiegato di essersi fatto male con il divertimento. "L'unica donna che ho amato mi umilia? - ha detto Brosio - E io mi vendico con decine di ragazze, senza neppure chiedere come si chiamano. E con loro è arrivato il resto: l'alcol, lo stordimento, la droga. La coca è terribile: ti fa sembrare possibili cose che non potresti neanche immaginare".

Raccontando la sua storia il giornalista ha rammentato il momento in cui nella sua vita è entrato Dio. "Una notte a Torino mi è come esploso il petto - ha detto il consuttore tv - sentivo il cuore che pompava da matto. Solo che non era il cuore, era la coscienza: una voce, dentro, diceva 'prega, dì l'Ave Maria'. Ero sconvolto, anche perché tutto succedeva in un momento di divertimento esasperato". Quella voce si fece sentire mentre Brosio si trovava in mezzo a un'orgia.

Il giornalista ha poi raccontato: "Il giorno dopo ho chiesto in albergo qual era il santuario più famoso di Torino. Mi hanno mandato alla Consolata, dove ho incontrato Don Ferruccio: uno degli strumenti che Dio ha regalato alla mia salvezza. Mi sono confessato e gli ho raccontato la mia vita. Tutta". Per Don Ferruccio è stato uno schock. "Si agitava nel confessionale: vedevo la tendina tremare - ha detto Brosio - 'No, basta. Non puoi aver fatto questo'. Gli ho parlato della droga, delle donne. Gli ho rivelato di quando al liceo avevo portato la mia ragazza ad abortire. Non lo sapeva nessuno, neanche mia mamma. Alla Consolata ho capito che la preghiera è il Toradol dell'anima, fa sparire il dolore. E lì ho riscoperto la Madonna: era il 3 gennaio del 2009. Il 2 febbraio sono andato per la prima volta a Medjugorje".

La sua storia il giornalista l'ha scritta in un libro "A un passo del baratro", attraverso il quale spera di convincere la gente ad aiutare la Chiesa. "Un giorno, in Bosnia, sono andato da Gesù in croce e gli ho fatto una promessa: tua madre mi ha salvato, e voglio ringraziarla - ha raccontato Brosio - Tornerò con 70mila euro per suor Kornelya e per quelle sante religiose che lavorano qui. Poi mi sono spaventato e gli ho detto: possiamo fare 40 mila? Tolte le tasse era una cifra enorme, però sono riuscito a raccoglierla fino all'ultimo euro, grazie alla Madonna che ha fatto di tutto perché potessi mantenere la promessa. Pensa al mio lavoro: dovevo andare in India, per la Tribù di Mediaset, e invece il programma è stato cancellato a contratto già firmato. Ora sono come Mancini per l'Inter: mi pagano per non lavorare. Così posso tornare a Medjugorje, andare in giro a far promozione al libro. Il lavoro è sempre strumento della volontà di Dio, ma vuoi mettere il libro con un reality?".

Quando, in chiusura, al giornalista viene chiesto: "Lo sa, vero, che molti pensano che Paolo Brosio sia impazzito?". Brosio risponde così: "Certo che lo so. E' normale che quando uno come me si espone ci sia qualcuno che lo insulta, ma forse ero pazzo prima, e ora sono guarito. Scusa, guarda i fatti: l'8 dicembre porto duecento persone a Medjugorje. E porto altri 30mila euro per suor Kornelya e il suo progetto: una casa per gli orfani e i vecchi abbandonati, dove gli anziani leggono le favole e fanno i compiti insieme ai bambini. Un posto magico dove gli orfani diventano nipotini e i vecchi soli diventano nonni: una cosa bellissima. Matto io? Preferisco considerarmi uno strumento nelle mani della Madonna. E la Madonna, credimi, non è scema".

 (foto © LaPresse)

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