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Noemi Letizia, parla anche la zia e l'ex fidanzato confessa la rapina

Dopo l'ex fidanzato, le smentite della madre e il silenzio della ragazza, un'altro tassello si aggiunge alla vicenda che riguarda Noemi Letizia: a parlare è, sempre dalle pagine di Repubblica, la zia Francesca.

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La zia di Noemi ha confermato la versione dei fatti data da Gino Flaminio sostenendo che leggere le parole del ragazzo, amato da tutta la famiglia, le ha provocato "una grande emozione. Perché ho visto per la prima volta, in questa storia di bugie, una persona dire le cose come stanno, con un coraggio che nessuno finora nella mia famiglia ha avuto".

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Francesca dice di essersi decisa a parlare per i suoi figli, "perché devono poter credere che esiste il vero e il falso, il buono e il cattivo. Voglio che sia chiaro che, per quanto mi riguarda, in questa storia non c'entra nulla la politica, nulla i complotti, ma solo la necessità di non vergognarsi quando ci si guarda allo specchio perché si è dovuto avallare una storia che, se non fosse così dolorosa, in famiglia sarebbe una barzelletta di cui ridere".

Aggiungendo di aver sentito parlare per la prima volta di Berlusconi "alla fine del 2008, tra novembre e dicembre" quando "ho visto per la prima volta durante un pranzo familiare Noemi alzarsi da tavolo allo squillo del suo cellulare, e l'ho ascoltata dire papi".

Chiara anche la posizione della donna relativamente alla conoscenza tra Noemi e Berlusconi: "so soltanto quel che mi ha raccontato Anna, mia cognata, la madre di Noemi. Anna sosteneva che il presidente del Consiglio aveva per mia nipote l'affetto di un padre. Ricordo l'espressione: "l'ha presa a cuore". Io non ne dubitai. Noemi è sempre stata una brava ragazza, dolce, buona. Con un grande sogno: fare la ballerina, l'attrice o la showgirl. Ricordo che in famiglia si diceva: "Magari così, Noemi entrerà dalla porta principale". Si intendeva dalla porta principale nel mondo dello spettacolo. E d'altronde la stessa Noemi - ho letto - lo ha già detto in un'intervista. Come peraltro Anna. Nelle primissime interviste, mia nipote e mia cognata sono state sincere e hanno raccontato in pubblico ciò che dicevano a noi in privato. E stato dopo che ho visto troppe cose confondersi".

La preoccupazione, per la zia di Noemi, è che la sua famiglia venga trascinata a causa della "mancanza di chiarezza e sincerità, in una situazione che ci imbarazza moltissimo".

Intanto proprio Gino Flaminio è stato raggiunto da Novella 2000 che il 4 giugno prossimo manderà in edicola un'intervista in cui il ragazzo racconterà dei suoi precedenti penali, svelati nel corso dell' ultima puntata di Ballarò: "quattro anni fa avevo 18 anni o poco più quando con un amico, tornavo in motorino da un allenamento di calcio. Siamo andati a fare un giro sul Rettifilo di Napoli. Quando abbiamo visto un uomo che parlava al telefonino e all'improvviso ci siamo detti: “Pigliamocelo”, intendendo il cellulare. Dieci metri dopo, i Falchi ci hanno fermato. Ho passato una notte in Questura. Mi hanno condannato per direttissima a due anni e sei mesi con la condizionale. Non ho fatto un giorno di galera. Quando sono tornato a casa, i miei genitori non mi hanno rivolto la parola per sette mesi. Mi sono sentito meno di una cacca davanti a loro che sono lavoratori".

L'intervista a Repubblica, ha aggiunto Flaminio, è nata perchè "volevo solo raccontare la mia storia d’amore. Non ho preso una lira. Non ho niente contro Berlusconi, per noi è una specie di santo" ma adesso Gino si lamenta perchè si sente "strumentalizzato" e si chiede "perché mi massacrate?".

Concludendo che chiunque lo etichetterà come "leader della sinistra dovrà vedersela in Tribunale".

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