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Moggi si confessa a La Zanzara: "Sono molto dotato: oltre i 20 centimetri, altro che Rocco"

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di Raffaele Natali

A pochi giorni dalla sentenza definitiva su Calciopoli, Luciano Moggi torna a parlare ai microfoni de La Zanzara, il programma di Radio 24 condotto dalla coppia Cruciani-Parenzo. Lo scandalo del 2006, il rapporto con l'Inter, la passione per il canto e un altro piccolo particolare...

"Sono molto dotato, mortacci. Mi metto paura da solo altro che Rocco".Sollecitato dalle battute sarcastiche di Cruciani, l'ex direttore generale della Juventus parla delle sue doti nascoste, confermando che le sue misure sarebbero consone più ad una star del porno che ad un dirigente del calcio. "Più di 20 centimetri, mi impressiono quando lo guardo".

Luciano Moggi torna poi serio commentando la sentenza che lo ha visto prescritto: "Io sono innocente e il tempo è passato per colpa loro. In nove anni non sono riusciti a provare la colpevolezza e l’associazione a delinquere con un arbitro e poche persone è ridicola. La prima persona a cui ho pensato dopo la sentenza è stato Narducci, il pm dell’accusa e poi al sindaco di Monticiano, il mio paese, che lo ha ospitato a fare una conferenza. Nel mio paese, una vergogna. Sentirò la mancanza dei tribunali, ormai mi ero affezionato. Ma fra qualche giorno tornerò, ho una causa col figlio di Facchetti. Chiedere i danni alla Federcalcio? Vedremo, dal 2006 ci ho rimesso tanti soldi".

Nell'intervista a La Zanzara Luciano Moggi parla anche dell'episodio che aveva fatto discutere qualche tempo fa. Quella mano stretta a Moratti aveva lasciato perplessi i tifosi juventini come quelli dell'Inter. L'ex dirigente bianconero aveva twittato di essersi lavato la mano poco dopo, suscitando l'ira e lo sdegno dei sostenitori nerazzurri: "Il tweet sulla mano l’ho scritto io e non mi pento. Era solo una battuta. Ma la mano non l’ho lavata, non c’erano i bagni. "L'Inter? Non vinceva perché erano incapaci. Io non ho mai comprato Vampeta, Taribo West e Hakan Sukur. E il contratto con l’Inter di Moratti lo conservo ancora. Mi aveva preso all’Inter. Ce l’ho a casa, ma non interessa a nessuno".

Guarda il video: le intercettazioni tra Moggi e i giornalisti

Uno sguardo anche allo scenario politico. A Cruciani che gli consiglia di fondare un partito, Moggi risponde sicuro: "Se facessi una lista così alle elezioni verrei eletto subito, prenderei dieci milioni di voti, tutti i tifosi della Juventus. Ma in realtà la politica non mi piace". Chi gli piace è invece Matteo Renzi: "Sì, lo apprezzo molto, sia come persona che come politico. Ha la battuta pronta, è toscano come me"

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