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Lele Mora: "Ho attraversato l'inferno"

In un'intervista a Vanity Fair l'agente di spettacolo Lele Mora ha parlato della difficile vicenda giudiaziaria che lo ha visto coivolto. L'inchiesta "Vallettopoli", guidata dal pm Henry John Woodcock della Procura di Potenza, ha profondamente segnato Mora.

Sebbene l'agente dei vip sia stato prosciolto da tutte le accuse, la vita di Mora sembra essere molto cambiata. "Non si esce indenni quando ti cade sulla testa un mattone simile senza aver fatto nulla, tra l'altro - ha raccontato l'agente a Vanity Fair - sono dimagrito dieci chili e ho dovuto tagliare le spese: i miei dipendenti sono passati da 60 a 20 e di tre uffici ne è rimasto uno".

Mora ha raccontato anche di aver pensato di andar via dall'Italia e di aver attraversato l'inferno. "Le inchieste e poi la morte in un incidente di un ragazzo a cui ero molto affezionato, una mia guardia, mi hanno fatto crollare psicologicamente - ha detto l'agente di spettacolo - a fine agosto mi è venuta una forte depressione. Io, che mi reputo una persona forte, non mi sono alzato dal letto per un mese. Mi hanno spiegato che è una malattia che arriva piano piano, soprattutto a chi, come me, non parla mai, non si lamenta, si tiene tutto dentro.

Nonostante tutto, la voglia di lavorare di Mora non è svanita: "Senza il lavoro sono morto: è l'unica cosa che mi dà soddisfazione".

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