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Kate Middleton foto scandalo: Closer condannata, ritirate

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Alla fine ha vinto la casa reale. La rivista francesce Closer, di proprietà del gruppo Mondadori, è stata condannata a consegnare tutte le copie digitali delle foto scandalo di Kate Middleton, bloccando così ogni ulteriore diffusione. Il tribunale di Nanterre ha ordinato al gruppo editoriale di proprietà di Silvo Berlusconi di consegnare tutto il materiale entro 24 ore. La rivista incorrerà una multa di 10mila euro per ogni giorno che non rispetterà l'ingiunzione. Secondo la sentenza, quegli scatti immortalano un "momento intimo" di Kate e William dunque è illeggittimo diffonderle. Purtroppo per la Regina Elisabetta, la decisione del tribunale è applicabile solo all'edizione francese della rivista. Quindi è ancora consentita la pubblicazione in Italia ed in Irlanda.

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La denuncia contro il gruppo Mondadori era partita subito. Già venerdì scorso i legali della coppia reale, in un comunicato stampa, avevano annunciato azioni contro il gruppo editoriale italiano. Perfino David Cameron, il primo ministro britannico, si è subito schierato a favore di William e Kate: «Hanno diritto alla privacy», ha detto il suo portavoce.

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Le immagini che ritraggono la neocoppia reale sembra che siano state scattate da un teleobiettivo. Non sono molto nitide ma si riconoscono perfettamente i volti dei soggetti. Closer ha pubblicato quattro pagine di fotografie di William e Kate e alcune ritraggono la bella duchessa di Cambridge senza il costume. Nelle foto si vedono i due che, come una qualsasi coppia che prende il sole, si spalmano a vicenda la crema solare. Gesti normali, di una coppia normale, in una giornata normale, insomma.

La notizia però ha qualcosa di ironico. Neanche troppo tempo fa Berlusconi aveva denunciato il quotidiano spagnolo El Pais, per aver pubblicato gli scatti che il reporter Antonello Zappadu aveva fatto a Villa Certosa, in Sardegna. Le immagini ritraevano l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, l'ex primo ministro della repubblica ceca Mirek Topolanek e alcune donne in atteggiamenti un po' discutibili. Il reato commesso allora dal fotografo, secondo Niccolò Ghedini, l'avvocato dell'ex premier, era violazione della privacy. E il provvedimento era stato quello di impedire a chiunque, blog compresi, di diffondere quelle fotografie. Forse forse che, secondo Berlusconi e il suo gruppo editoriale, c'è privacy di serie A e privacy di serie B?

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