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Kakà: "Vergine al matrimonio"

"Sono arrivato vergine al matrimonio". A confessarlo è l'asso del Milan e della nazionale brasiliana, Kakà, fresco vincitore della Champions League, in un'intervista rilasciata al settimanale Vanity Fair.
"Abbiamo scelto di arrivare casti al matrimonio - spiega il calciatore di fede evangelica -, la Bibbia insegna che il vero amore si raggiunge solo con le nozze, con lo scambio di sangue, quello che la donna perde con la verginità. Infatti, per noi, la prima notte è stata bellissima. Non è stato facile arrivare al matrimonio senza essere mai stato con una donna. Con Caroline ci baciavamo e la voglia c'era, ma ci siamo sempre trattenuti. Se oggi la nostra vita è così bella, penso sia anche perchè abbiamo saputo aspettare".

Il fuoriclasse rossonero ha raccontato la sua vita di ragazzo normale, schivo alla mondanità, in una Milano che offre continue tentazioni. "Da quando sono in Italia non sono mai andato in discoteca, se non alle feste del Milan, e sempre con mia moglie. Tra noi, quando lei era ancora in Brasile, c'era un patto: liberi di uscire con gli amici, ma a mezzanotte si rientra a casa e ci si telefona. Io e Caroline abbiamo fatto molti sacrifici".

Una storia d’amore iniziata con la vittoria mondiale del 2002: "Mio padre e sua madre (Rosangela Lyra, a.d. di Christian Dior Brasile, n.d.r.) si conoscevano e ci hanno presentati. Ci siamo scambiati i numeri di telefono, poi sono andato a trovarla per il suo compleanno. Compiva 15 anni. Io ne avevo diciannove, ma in Brasile ero già famoso. Nel 2002, al rientro dal mondiale nippo-coreano ci siamo fidanzati".

Una mosca bianca in un mondo del calcio in cui i bravi ragazzi non sembrano andare di moda: "Ogni tanto mi accorgo che i miei compagni di squadra mi guardano un po' perplessi e pensano che io sia strano. Però poi mi accettano e mi rispettano. Leggo molto, ma non sono il solo nel Milan. Ambrosini e Costacurta ad esempio sono ragazzi molto colti, girano sempre con un libro in mano".

Il 2007 è un anno importante per Kakà, tra i favoriti per la conquista del pallone d’oro: "Penso di aver lavorato bene e di meritarlo, ma non è che non ci dorma la notte. La mia serenità non dipende da un premio".

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