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Inchiesta di Bari, Tarantini e le intercettazioni del 2002

Nel 2002 l'imprenditore Gianpaolo Tarantini, implicato nell'inchiesta di Bari, è stato intercettato. Nel corso delle sue telefonato l'imprenditore ha più volte parlato di droga, in particolare di cocaina che offriva ad amici e conoscenti, ospiti delle sue feste a Giovinazzo. Di seguito quanto pubblicato dal quotidiano La Repubblica.

Questa la conversazione intercettata il 28 febbraio 2002 tra Tarantini, che in quel momento si trova in una stanza d'albergo a Milano, e un amico, M., 33 anni, figlio di un imprenditore del settore della sanità.
T.: "...da un po' che pip...".
M.: "Non pippavo".
T.: "E te la lascio io un grammo! Ora ne abbiamo tre, oh! Io mi sono fatto cinque o sei piste! Vedi, quello tuo... qua, sta già condito prima!".
M.: "E mi sembra strana!".
T.: "Sto schizzato io! No, è buona! Perché io sono... sto schizzato a finire".

Qui, invece, una conversazione intercettata il 22 settembre 2002 nella quale l'imprenditore barese parla con un amico.
E.:"Senti carino, dove sei?".
T.: "Vieni alla villa, vieni, che ti faccio scalare le montagne russe!".
E.: "Alla villa, dove stai? dove stai?...".
T.: "...Vieni a Riva del Sole...".
E.: "No, ti veniamo a prendere...".
T.: "...con chi state?".
E.: "eh, il macello, siamo assai! Andiamo... da Gianpaolo a 'pippare'? Eh? Tutti?".

Il 23 settembre 2002, poi, Tarantini viene chiamato da M., che dice di aver saputo in giro che "sta organizzando il macello per domani", a quanto pare una festa nel corso della quale, secondo l'accusa, avrebbe dovuto far uso di cocaina. Di seguito la conversazione tra la moglie di Tarantini e l'imprenditore a proposito della festa.
N.: "...Non lo so chi vuoi invitare tu!...".
T.: "No, volevo fare una 'seratina', giusto per finire quella cosa là".
N.: "Molto?".
T.: "Giusto per finire quella cosa là".
N.: "Si, amò, domani... magari...".
T.: "Sì, ma non voglio in cento persone, oh, che i cristiani parlano tutti assai!".

Il 30 settembre 2002, poi, Tarantini parla con M. e commenta la riuscita della festa.
T.: "Comunque la cosa stupenda che ho fatto...".
M.: "Perché siete...".
T.: "... Allora, due cose erano da ridere... Una, sono stato a ridere ieri tutto quanto il giorno. Uno era quando stavate tutti in coda, io seduto vicino al tavolinetto".
M.: "Eh!".
T.: "...E c'era la coda proprio!... Tutti ansiosi stavate e poi mi sono fatto quello grosso sul tavolo lungo!".
M.: "Ah! Maledetto a te, oh!".

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