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Il Califfo riscrive il Kamasutra

Il Califfo è unico. Anzi, è storia.
Raccontare le sue gesta è sempre un piacere ma senteirsele dire da lui è addirittura esilarante.

Domani con Panorama (e anticipata dal sito internet Dagospia) uscirà una lunga intervista a Franco Califano, per tutti il Califfo. Dal Kamasutra ai suoi amori vip, dai pallosissimi filosofi e intellettuali "che dicono come la pensano gli altri e mai come la pensano loro stessi" alla pompista Eva Grimaldi, fino all'Avvocato Agnelli, distrutto in una frase.
Il Pasolini della canzone dal naso camuso (consunto dalla droga o schiacciato da incidente d'auto?) e con la panza ormai incontrollabile ha avuto vari soprannomi ma nessuno lo ha inorgoglito di più de Er leone del Trionfale: "Per come sventravo le prede".
Ora Califano gira l'Italia a far serate e a guadagnarsi la pagnotta. Ovunque sia la location, una volta terminato lo show (che può durare anche 5 ore), lui torna a casa la sera stessa "perché alla mia età si dorme bene solo nel proprio letto".
Ci sta un editore, Alberto Castelvecchi che gli ha chiesto addirittura di riscrivere da capo il Kamasutra, ribattezzandolo “Calisutra”.
Lui, Franco, è nato in Libia per sbaglio. La madre doveva partorire a Roma ma la rottura delle acque anticipate ha cambiato i piani. Della Libia, però, "nun me frega gnente" e quel soprannome, il Califfo, non viene dal suo luogo di nascita ma dal numero di amanti che ha collezionato durante la sua irripetibile vita.
Ecco un breve assaggio dell'intervista su Panorama, in edicola da domani.

Quante donne ha avuto?
Calcolando una media di tre al mese, almeno 1.500.

Aveva un metodo infallibile per conquistarle?
Bastava non essere stupidi e farle sorridere. Allora c’ero fisicamente.

La prima che ha avuto?
Una vedova, madre di un mio compagno di scuola. Aveva 33 anni, io 13. Fece tutto lei. Intanto il figlio finiva i compiti.

Da giovane ha avuto la meningite...

12 mesi ricoverato. All’uscita dalla clinica mi sono dovuto prostituire per avere un tetto. Mi sceglievo donne belle e ricche che mi facevano portare la colazione a letto dal maggiordomo in cambio di sesso. Ogni settimana una casa diversa.

Posizione preferita?
La classica pecorina. La più amata dalle donne, anche se loro negano. La più bestiale. E la più adatta al concepimento, così sto a posto col Vaticano.

Quanto ha contato il sesso nella sua vita?
Tantissimo. Volemo fa’ 60 per cento? Famo 70, va’.(...) Ero un animale intrappolato da quella tagliola fatale che le donne nascondono in mezzo alle cosce.

Adesso?
So’ diventato pigro. Magari trovi quella che te la faresti pure. Ma valla a prendere, portala al ristorante, faje la corte, invitala a casa, guarda che si lavi... ’Na gran rottura de cojoni.

L’ultimo posto dove farlo?
Il letto. Me mette sonno. Mi fa venire in mente il ministero. Un lavoro da impiegato: te stendi, te tocchi er piedino, te giri, ciuf-ciuf e buonanotte amore. A me piace in piedi, sulle scale, nel bagno, in giardino. Anche al mare e in piscina. Solo ad agosto, però. Già fatica ad arzasse... Cor freddo scompare.

Amanti famose?
Sette o otto. Un nome? Mita Medici. Una ragazza seria. Se non ha sfondato come meritava è perché non l’ha data in giro.

La più normale?
’Na benzinara strepitosa. Eva Grimaldi. Quando si chiamava Milva Perinoni, lavorava in un distributore a Verona. Ho avuto una storia anche con lei, ma allora non faceva la pompista.

Una che le piace?
Antonella Elia, quella dell’Isola dei famosi. Dice che non riesce a trovare l’uomo che la soddisfi.

Ci andrebbe all'Isola dei Famosi?
Mai, mi vergogno delle mie nudità. Nun me manca gnente, intendemose. Anzi. Però in slip davanti agli altri sto a disagio.

La Filosofia?
Saggezza tanta, cultura zero. La mia è la filosofia del pratico, me la so’ fatta vivendo. Non come tanti filosofi del (bip) che ostentano la loro cultura fatta di citazioni. Come disse Schopenhauer, come disse Goethe... No, tu me devi di’ come dici tu!

Per chi vota?
Per il centrodestra.

Che rapporto ha con la droga?
Da 25 anni non tocco neppure le sigarette.

Stima Alain Elkann?
Stimo di più suo figlio, un ragazzo formidabile che ha dato slancio alla Fiat e al quale auguro le migliori fortune. Anche se a quello snob di suo padre non farà piacere. Quali meriti ha? Essere stato genero di Gianni Agnelli? Non è che l’Avvocato fosse ’sta montagna d’uomo... Cominciò a lavorare a 50 anni, prese la Fiat in attivo e la lasciò in passivo.

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