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Guido Bertolaso, la lettera delle figlie

Le figlie del capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, indagato nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti del G8, hanno scritto una lettera pubblicata in esclusiva da Panorama e letta al Tg1 per denunciare 'lo scempio che si è compiuto su un uomo che ha trascorso gli ultimi nove anni della sua vita a soccorrere i suoi concittadini meno fortunati'.

La missiva è stata scritta da Chiara Bertolaso, anche a nome della sorella Olivia. Alcuni passaggi sono stati riportati da Il Corriere della Sera. 'Sono una giovane studentessa che ama il suo paese e crede nelle istituzioni - ha scritto Chiara - In questi ultimi giorni ho visto la sua famiglia, la sua vita e le sue opere piegarsi sotto la forza dirompente della calunnia e della menzogna. Ho sentito parlare di Guido Bertolaso, mio padre, come di un avido ed un corrotto'.

A proposito delle gravi accuse sessuali, nella missiva la ragazza ha affermato: 'Ipotesi infamanti mosse sulla base di parole estrapolate da intercettazioni che dovevano rimanere segrete fino al processo. Ma in questo caso si è già sentenziato sulla colpevolezza di Bertolaso prima ancora che si decida se rinviarlo a giudizio o meno. Alcuni giornalisti senza scrupoli hanno deciso di ergersi al di sopra della giustizia per condannare e distruggere in pochi minuti la reputazione e il duro lavoro di un uomo'.

Chiara ha sottolineato di 'non voler negare' la fondamentale libertà di stampa, ma 'piuttosto vorrei denunciare la libertà di menzogna di divulgare notizie approssimative, un reato per il quale non è prevista una pena commisurata al delitto'. Così le due sorelle hanno poi concluso la lettera: 'Caro papà di certo non saranno le parole al vento di qualche giornalista improvvisato a toccarci. Ma anzi serviranno a motivarci sempre di più nella volontà di cambiare questo paese'.

E ieri sera, durante l'edizione delle 20, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini è intervenuto per difendere il capo della Protezione Civile. Come riportato da La Repubblica, Minzolini ha detto: 'Le intercettazioni sono strumenti di indagine, non sono prove, e lo sanno bene anche i magistrati. Al telefono si usa un linguaggio diverso rispetto a quello che si userebbe davanti a un pubblico ufficiale, ma non si può condannare una persona per un aggettivo se non c'è una prova. Questo, tuttavia, non accade in virtù di una sorta di condanna mediatica che deriva dalla pubblicazione delle intercettazioni. E il condannato mediatico, se pure dimostra la sua innocenza davanti a un tribunale, la sua pena la sconta già davanti alla società. Cosa che può accadere anche a Bertolaso'.

Gli editoriali di Minzolini

Secondo il direttore del Tg1 la ragione per cui sta accadendo tutto questo è perché siamo in campagna elettorale. Minzolini ha affermato: 'Siamo in campagna elettorale e puntualmente le inchieste giudiziarie sostituiscono la campagna elettorale: è successo l'anno scorso con la vicenda delle escort, mentre quest'anno il primo giorno della par condicio siamo stati sommersi dalla pubblicazione di un mare di intercettazioni. Tutto finirà il giorno dopo il voto, ma intanto l'intero Paese subirà un altro colpo'.

Per quanto riguarda, infine, il decreto legge sulle emergenze, dal quale è già stata cancellata la norma che istituiva la cosiddetta Protezione Civile spa, è emerso ieri dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio che il governo non porrà il voto di fiducia. Oggi alle 13 è previsto il voto finale sul ddl di conversione del decreto emergenze.

 (foto © LaPresse)

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