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Giulia Innocenzi, la vacanza in Iran tra palpatine e molestie

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di Laura Abbate

Giulia Innocenzi e la sua amica Maddalena Oliva sono partite per una vacanza in Iran che si è trasformata in un vero e proprio incubo: palpatine al sedere e molestie sessuali per le due ragazze. Non si esagera. La giornalista ha scelto di raccontarlo sul suo blog.

Partiamo dall'inizio la Innocenzi ha deciso di visitare l'Iran, così poche settimane fa è partita in compagnia di Maddalena. "Capisci di essere arrivata in Iran perché quelle stesse donne che, PRIMA, allo scalo di Istanbul, ti avevano stupito per gli abiti attillati su fisici scolpiti e scollature pronunciate, DOPO, sull'aereo appena atterrato a Teheran, indossano camicioni, a nascondere braccia e forme, e - con un moto sincronizzato - srotolano veli e foulard per coprire il capo" inizia così il suo racconto. Ma non è tutto. Fosse infatti solo una questione ideologica non ci sarebbero problemi. C'è molto di più e Giulia ha deciso di raccontarlo. "I bazar sono molto affollati, diventano quindi il paradiso per chi ama palpare il fondoschiena, in particolare delle donne (ma non esclusivamente!). Un uomo comincia a seguirti e a un certo punto ti tocca il sedere, per poi disperdersi nella folla. Per la prima settimana ci è successo tutte le volte che abbiamo visitato un bazar".

Mauro Corona contro Giulia Innocenzi

Prosegue il racconto della Innocenzi che sul blog scrive: "Ci trovavamo nella più grande moschea dell'Iran, a Isfahan. L'inserviente della moschea ci dà il benvenuto e ci chiede da dove veniamo. Finita la visita alla moschea, decidiamo di sederci all'ingresso per mangiare della frutta. Passa l'inserviente che ci vede sedute lì, torna indietro e... Voilà! Ci omaggiatirando il pene fuori dai pantaloni e passeggiando davanti a noi affinché possiamo vederlo.". Questo è il trattamento riservato alle donne in Iran? A quanto pare. Beh qualcuno potrebbe obiettare che certamente non sono cose piacevole ma non fanno del male a nessuno. Non proprio, perché leggete cosa sarebbe successo a Giulia e Maddalena per strada. "Eravamo appena arrivate a Kashan e volevamo visitare delle storiche case tradizionali. Era un venerdì, giorno di preghiera, e in giro c'erano solo pochissime persone (quasi tutti uomini). Erano le quattro del pomeriggio. Un ragazzo in motorino comincia a seguirci: a ogni incrocio era lì immobile a fissarci. Il ragazzo col motorino accelera e ci supera, poi gira da qualche parte. Decidiamo di tornare sulla strada principale. A un tratto lui si palesa alle nostra spalle e dal motorino afferra per il sedere una di noi. Poi si ferma davanti a noi bloccando la via d'uscita, e comincia a masturbarsi. Una di noi due si mette a urlare "Help! Help! Help!" a squarciagola. Fortunatamente, ha funzionato.".

Il racconto continua e fa pensare. Questo è il modo in cui ci si approccia al sesso femminile in Iran? Come fanno le donne iraniane a vivere così? La Rete si indigna e chiede che se ne parli sempre più: è l'unico modo per mettere difendere chi tutti i giorni si scontro con questo modo di fare. Impensabile per noi.

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