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Giorgio Faletti sposato con Roberta Bellesini: una vita insieme, lo salvò dall'ictus

Era malato da tempo, e ha ceduto al tumore. Giorgio Faletti è morto venerdì 4 luglio all'età di 63 anni, a causa del tumore per cui era ricoverato alle Molinette. A sentirne la mancanza sarà soprattutto , oltre al suo pubblico, la moglie Roberta Bellesini, noto architetto e compagna di vita di Faletti, nei momenti bui e in quelli felici.

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Faletti viveva a Capoliveri, sull'Isola d'Elba, insieme a Roberta Bellesini, solo recentemente era tornato a Torino a causa della malattia, ma stava progettando una ristrutturazione della casa sull'sola. Roberta, originaria di Asti come lui, la sua anima gemella, è stato il centro della sua vita, la sua musa per parte della sua carriera, soprattutto in quella letteraria, fonte d'ispirazione nei momenti di crisi creativa del marito. Ecco cosa dichiarò: "Con Roberta, la mia compagna, avevamo un tormentone. Arrivavo da lei piagnucolando come un bambino e dichiaravo: ho un accenno di trama ma non ho stile. E lei, come si fa con i bambini, mi dava il budino".

Roberta non fu vicina al marito solo nei momenti felici, ma anche in quelli più drammatici. Nel 2002, il giorno prima della presentazione del libro Io uccido, fu colpito da un ictus celebrale e finì in coma, risollevandosi solo grazie all'amore della allora compagna, diventata poi moglie, a cui dedicò il suo secondo libro. Roberta non è riuscita a salvarlo anche dal cancro, ma gli è stato vicino fino alla fine

La sua vita sull'Isola d'Elba non è mai stata da turista: rimaneva soprattutto in casa con la moglie, a leggere, meditare e cercare ispirazione per i suoi libri, fumando sempre una vecchia pipa, mai sigarette. Nonostante le abitudini sedentarie,era un appassionato di sport: giocatore di tennis e basket e ex pilota di rally, partecipò anche al Rally di Sanremo del '92, con la Martini Delta. Una passione per lo sport che si traduceva nel suo tifo per la Juventus, da piemontese doc. Era un appassionato di Del Piero, di cui apprezzava la capacità di rialzarsi dopo i momenti di crisi, proprio come lui.

Oltre ai grandi momenti artistici, Faletti fu anche al centro di polemiche e commenti poco graditi da parte di altri personaggi pubblici. Una su tutte, Nicole Minetti, che al telefono definì l'attore e scrittore, con cui aveva avuto un'accesa discussione, “testa di cxxo comunista”. Non mancarono anche i detrattori dei suoi libri, che lo criticarono a lungo per le traduzione letterali dello slang americano nel suo libro “Io sono Dio”, che arrivarono addirittura a insinuazioni di plagio, a cui Faletti rispose sempre a tono.

Pubblicato da Tania Comi - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Tania Comi

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