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Fabrizio Corona: a rischio la patria potestà su Carlos. Lele Mora è con lui

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Fabrizio Corona sta scontando la sua pena nel carcere di Busto Arsizio e a quanto pare si è anche molto avvicinato alla fede andando a Messa e cercando di riflettere sugli errori commessi. Intanto, fuori dal carcere si discute della sua paternità e del rapporto con il figlio Carlos. A quanto pare Nina Moric ha dichiarato che Fabrizio ha iniziato a dedicare un pò di tempo al figlio solo negli ultimi anni e comunque non ha nessuna intenzione, per il momento, di portarlo in carcere a far visita al padre.

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Secondo l'avvocato Lorenzo Puglisi di SOS Stalker e fondatore di FamilyLegal, "Ai sensi dell’art. 330 c.c. il Tribunale per i Minorenni può dichiarare la decadenza della patria potestà qualora il genitore violi o trascuri, con grave pregiudizio del figlio, i propri doveri parentali. La cattiva condotta, tuttavia, deve essere cosciente e volontaria, pertanto a fondamento di un’eventuale richiesta dell’ex moglie o di un PM non basterebbe la carcerazione del genitore, ma andrebbero provate tutte le condotte, ascrivibili al Corona, che abbiano cagionato un grave pregiudizio al piccolo Carlos o che abbiano evidenziato un totale disinteresse del padre nei confronti del figlio".

Lele Mora e Corona foto-story

Comunque sia, in carcere, sarà oltremodo difficile mantenere un rapporto genitoriale degno di questo nome, visti i radi incontri, come spiega lo stesso Puglisi:"Risulta un po’ difficile pensare che in soli sei colloqui al mese di un’ora ciascuno possa essere garantito il diritto alla genitorialità. Se poi aggiungiamo che sono molto frequenti anche i trasferimenti dei detenuti in comuni lontani dalla residenza di origine possiamo tranquillamente renderci conto di quanto sia difficile per un genitore continuare a svolgere il proprio ruolo dal carcere".

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Intanto Lele Mora pensa che Fabrizio potrà finalmente ritrovare sè stesso e il senso della sua vita durante la detenzione, come è successo a lui : "Dietro le sbarre per quattrocento giorni ho ritrovato me stesso e a te può accadere lo stesso. Ricorda che le guardie penitenziarie possono rivelarsi i tuoi angeli custodi. E non chiamarli secondini. Sembra quasi un tono dispregiativo. Fabrizio non ha paura del carcere, ma ha paura della perdita della libertà. Ha fatto bene a costituirsi. Ora deve ricominciare da zero".

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