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Eva Robin's: "Sircana ha sbagliato"

Il suo vero nome è Roberto Coatti, ma al grande pubblico è conosciuta come Eva Robin’s, attrice, in questi giorni sul grande schermo con "Tutte le donne della mia vita", film per la regia di Simona Izzo.

Anche Eva è finita nell’archivio fotografico di Fabrizio Corona: "Ma non sono stata ricattata - confessa in un’intervista rilasciata a Vittorio Zincone per Corriere Magazine -. Io alla famiglia Corona voglio bene, Vittorio Corona, il padre di Fabrizio, negli anni Ottanta fu direttore di Moda e di King ed è stato il primo a lanciarmi sulle riviste patinate. Fabrizio non l’ho mai conosciuto, ma ho lavorato con i suoi fotografi, noiosi e impacciati. Corona ha fatto un passaggio in più rispetto a quello che c’è sempre stato: la compravendita di foto. E poi ha pestato qualche cacca di troppo".

Vallettopoli, un ciclone che rischia di travolgere anche personaggi politici: "Sircana si è mosso male. Quando si è saputo di quella foto in cui chiedeva informazioni a un trans, la sua reazione iniziale sembrava fatta apposta per montare il caso. I tempi sono proprio cambiati.Gli anni Ottanta erano più creativi".

Eva Robin’s oggi ha 48 anni, vive a Bologna, al Pratello e la vita sembra ridarle quanto tolto in passato. "Roberto è diventato Eva a tredici anni. Prima, vita da vagabonda con mia madre che se ne era andata di casa dopo aver beccato papà con una sua amica. Le serate a guardarla giocare a carte nelle bische".
E il collegio dalle suore domenicane: "Una notte, mentre con i miei compagni andavamo a saccheggiare la dispensa dei dolci, ne beccammo due che limonavano".

Il cognome Robin’s arriva per puro caso: "Durante una festa in Sardegna in casa dell’Aga Khan, un’amica non sapeva come presentarmi e allora si ispirò al nome dello scrittore Harold Robbins. Ad introdurmi tra la gente dello spettacolo fu il fotografo Roberto Granata. La prima festa fu a casa di Paolo Villaggio. Lì feci uno spogliarello davanti a Marta Marzotto, Florinda Bolkan, Bulgari, Krizia. C’era chiunque. Villaggio cominciò a farmi lodi sperticate: i piedi, la femminilità".

Eva è un fiume in piena: "Con Valeria Golino fumavamo canne, ma oggi ho perso i contatti un po’ con tutti. Una volta poi mi chiamarono Francesco Nuti e Carol Bouquet. Volevano fare una cosa a tre. Ma io mi ero appena cosparsa la testa con un unguento e non potevo uscire. Qualcuno disse che anche Gianni Agnelli mi cercò, una balla. Ne ho fatte di tutti i colori.Una tre giorni parigina a base d’oppio in casa di Claude Challe, quello del locale Les Bains e del Buddah Bar. C’era anche la figlia di un noto industriale che cercava di piazzare uno Chagall falso".

Anche Andy Warhol tra i personaggi conosciuti da Eva: "Alla vernice milanese della sua serie The Last Supper, mi ero infrattata tra i cappotti con un tipo. Sbucai dalla stanza con un sopracciglio finto in meno. Warhol si avvicinò con un pennarello e mi disegnò il sopracciglio mancante. Roba da strapparsi la carne e metterla sotto plexiglass. La mattina dopo mi lavai via tutto. Non mi rendevo conto di quel che mi succedeva. Finivo alle cene con Dacia Maraini e Alberto Moravia, ma non capivo un granché".

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