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Eva Grimaldi e Gabriel Garko: "Mi ha salvata dall'alcol"

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Dietro gli occhi chiari, i lineamenti marcati e un temperamento apparentemente sicuro, si nasconde, invece, una donna fragile, che ha vissuto momenti intensi e difficili. Eva Grimaldi non si nasconde dietro le sue debolezze. E ha rivelato sulle pagine del settimanale DiPiù il suo periodo buio. "Bevevo troppo. Prima, qualche bicchiere; poi, la sera a cena, senza accorgermene mi consolavo con una bottiglia intera di vino".

Gabriel Garko, fascino tenebroso: foto

Una spirale in cui è scivolata dopo la fine del suo matrimonio. "Cercavo di stordirmi, di non pensare. E, piano piano, ho iniziato ad aggiungere superalcolici, whisky soprattutto. Mi ricordo che, una sera in un locale, le mie amiche, per tirarmi su, mi spinsero a provarci con un bel ragazzo, il famoso chiodo scaccia chiodo. Ma io non me la sentivo. E allora ho bevuto ancora di più, per darmi coraggio. Alla fine, dopo due sorrisi e qualche battuta, ho iniziato a piangere sulla spalla di quel povero ragazzo, che si aspettava altro da me". Ad aiutare la Grimaldi, molti amici, tra cui il suo ex storico, Gabriel Garko: "Ho molti persone che mi sono state vicine, tra cui Gabriel, con il quale sono rimasta in ottimi rapporti dopo la fine del nostro amore".

"Ho pianto molte volte sulla sua spalla. Quante volte Gabriel mi ha rincuorato spronandomi a reagire; a smettere con le mie debolezze. Ho dovuto trovare la forza dentro di me per non bere più in maniera smodata. E poi mi ha salvato mia madre, che un giorno, vedendomi piangere a dirotto, mi ha mostrato la foto di un bambino africano urlandomi 'Che ti piangi? Smettila, non ne hai motivo! Lui non ha da mangiare, lui è quello che soffre e avrebbe tutte le ragioni per piangere'. E' stato un colpo per me, al punto che, nei giorni seguenti, mi è balenata in testa l'idea di fare qualcosa di concreto per quel bambino. Così mi sono spinta fino al punto di andare in Africa".

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