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Emma Marrone e Stefano:"Momenti tremendi. Innamorata di una persona che non esiste"

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Se c'è una cosa che di sicuro non spaventa Emma Marrone, è la capacità di guardarsi dentro, di analizzare le cause delle cose che le succedono e soprattutto di rimanere sempre con i piedi per terra. Lo dimostra ancora una volta in quest'intervista rilasciata in esclusiva a Concita De Gregorio per Vanity Fair, dove racconta come sia stato difficile scoprire che l'uomo che aveva accanto e con cui viveva, in realtà come lei stessa dice "non esisteva". "Era tutto nella mia testa: mi sono innamorata di un'idea che mi ero costruita da sola. Lui non c'entra, lui non è niente", parole dure ma ben calibrate, ragionate, da parte di colei che a quanto pare, in questa storia, ci ha sofferto di più.

Emma Marrone e Stefano De Martino love story, le foto

Un anno ricco, nel bene e nel male, pregno di soddisfazioni, dalla vittoria di Sanremo alla co-vittoria con Alessandra Amoroso ad Amici, ai concerti all'Arena di Verona, ma anche i gossip, la vita privata che tale più non è, tuo malgrado. "Mi hanno offerto anche un sacco di soldi per parlare, ma non ne ho proprio voluto sapere", aggiunge Emma, "Lui non c’entra, poveretto. Ha fatto una cosa che farebbero milioni di persone, è come gli altri milioni, uguale. Non c’entra nemmenolei, figuriamoci. È simpatica, è bella, fa i balletti, sta senza mutande: fa bene, è il suo lavoro. Non m’interessa per niente sapere se è tutto orchestrato o se è vero, spero che sia vero ma chissenefrega".

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Ma la ferita si è rimarginata da poco, dopo le più classiche delle domande che ogni donna si pone quando viene lasciata: "Il problema sono io. Ero io. Com’è che mi sono messa a disposizione di uno così, consegnata mani e piedi? Io che dicevo, dopo il tumore (all'utero), alle ragazze: il problema nella vita non è un fidanzato stronzo, il problema è vivere, farcela, tenere la testa alta, resistere, andare avanti... Avevo in mente l’idea di una persona che non esiste. Si vede che dovevo passare anche da lì, diventare grande... È stato doloroso, questo mese e mezzo, ma utile. Ho passato dei momenti tremendi. Quelli in cui torni a casa la sera e dici: e ora? Ora per chi stiro, per chi cucino? Ma come è stato possibile, ma sarà stata colpa mia? Cos'è che non ho fatto bene, cosa mi manca?" E poi dopo notti in bianco arriva il giorno in cui si aprono gli occhi: "Ero troppo, troppo poco? E poi pensi ma non ha capito niente di me, ma non ho capito niente di lui. Poi un giorno, all’improvviso, è tutto chiaro".

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