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Emilio Fede choc: "Ho pensato al suicidio, mi hanno voltato tutti le spalle"

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Parole pesanti, colme di tristezza e rammarico, quelle pronunciate da Emilio Fede, che ha confessato di aver attraversato una crisi fisica e psicologica dopo l'addio al Tg4 e il coinvolgimento nel caso Ruby. Il giornalista 82enne, che alle spalle vanta una lunga e ricca carriera televisiva - in Rai come direttore del Tg1 nell'81-82 e per 20 anni, dal 1992 al 2002, alla direzione del Tg4 - si è raccontato sulle pagine del settimanale Chi.

Emilio Fede, relax con una ragazza: foto

In attesa della sentenza, prevista per il 19 luglio, che lo vede imputato, assieme a Nicole Minetti e Lele Mora per induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, rivela la sua amarezza: "Lasciare il Tg4 mi ha procurato una crisi fisica e psicologica. Ho sempre lavorato dieci ore al giorno, facendo un mese di vacanza in 25 anni. Mi sono trovato improvvisamente senza tutto questo, immerso in una grande tristezza e solitudine e non nego che ci sono stati momenti, in quelle lunghe notti, in cui ho pensato di farla finita. Non potevo sopportare la mortificazione di essere dipinto come uno che, alla sua età, commette azioni tanto vili". E in quei momenti bui, a supportarlo ci ha pensato "uno dei tanti incontri straordinari della mia vita. Quando ero direttore al Tg1, venni ricevuto da Giovanni Paolo II, ascoltai la messa e presi la comunione. Sua Santità mi fece una carezza e mi illuminò sul concetto di solidarietà. 
Ecco, in una di quelle notti più tormentate mi ha sorretto il pensiero del Papa. Ma la ruota che ha girato per tanti anni a mio favore ha cominciato ad andare all'incontrario".

Un tunnel in cui è caduto dopo il caso Ruby: "Questa vicenda e la valigetta sono stati terrificanti, perché si è aggiunta una realtà squallida che non riguarda soltanto me, ma un cancro della società, il ricatto. Mi hanno voltato tutti le spalle, ma non Berlusconi. Sono andato in tribunale a dire la mia verità, e cioè che non avevo invitato ragazze ad Arcore, che non avevo portato io Ruby e che quelle serate, nate dalla cortesia di Berlusconi, erano tutt'altro che licenziose. Questa vicenda l'ho pagata anche con la mancata candidatura al Senato.
 Ho trovato molto triste far credere che i miei rapporti con Berlusconi si fossero deteriorati al punto da non frequentarci più, così come trovo triste l'ingratitudine di persone che a me devono moltissimo e che sono sparite dalla mia vita. Mi sono alzato tante mattine, chiedendomi 'E adesso che faccio?'". Mediaset, è vero, non l'ha lasciato solo: "Mi ha offerto, e sarò sempre grato all'azienda, un contratto e un ufficio, la mia storia è stata rispettata. Ma mi addolora non poter più comunicare in tv". E allora ha cercato conforto nella famiglia: "Ho la donna che non merito di avere, perché è straordinaria, Berlusconi dice sempre che Diana è la parte migliore della famiglia. Mia moglie va sempre a testa alta, ha costruito una famiglia straordinaria. La sua unica disavventura è stata quella di avere incontrato Emilio Fede".

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