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Divorzio Berlusconi-Lario, assegno di mantenimento ridotto da 3 a 1,4 milioni di euro

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di Margherita Gamba

Assegno di mantenimento più che dimezzato per Veronica Lario, che ora, mensilmente - secondo quanto riportato dal Corriere della Sera - percepirà da Silvio Berlusconi 1,4 milioni di euro. Non più 3 come pattuito inizialmente. Il che significa 16,8 milioni annui e, calcolatrice alla mano, 46 mila al giorno. Lo ha stabilito il tribunale di Monza nell'ambito della causa di divorzio tra i due.

Silvio Berlusconi a Portofino, foto

Veronica Lario a Formentera, foto

Tempo addietro, il Cavaliere aveva fatto appello contro la sentenza che aveva stabilito l'astronomica cifra che avrebbe dovuto corrispondere all'ex moglie. Tra loro - è da specificare - sono in corso due cause distinte: la prima, di 'separazione consensuale', avviata da Veronica il 3 maggio del 2009, dopo 22 anni di matrimonio, davanti al tribunale di Milano. Una scelta, quella della città meneghina, perché all'epoca vi risiedeva l'ex premier, da poco trasferitosi a Roma, nella tenuta di palazzo Grazioli. La seconda causa, invece, di 'divorzio', intentata nel 2013 da Silvio davanti al tribunale di Monza, che è quello di competenza in base alla residenza dell’ex moglie. L'intricato quadro si traduce in un semplice (ma non scontato) epilogo. Sulla decisione del tribunale brianzolo è possibile fare ricorso alla Corte d’appello di Milano, che potrebbe modificare i termini: ridurre ulteriormente l’assegno, confermare la decisione di Monza oppure aumentare fino (ma sarebbe possibile anche oltre) a tre milioni.

Francesca Pascale, foto

Diciamo che, nonostante il ridimensionamento, la Lario non potrà lamentarsi del tenore di vita che, in ogni caso, continuerà ad assicurarle l'ex marito, uno degli uomini più ricchi al mondo. Ragion per cui la cifra iniziale stabilita dai giudici era così alta. In cambio, Berlusconi aveva ottenuto che la causa non fosse intentata per 'separazione con addebito di un comportamento cosciente e volontario contrario ai doveri nascenti che derivano dal matrimonio, come la violazione del dovere di fedeltà coniugale'. Vedremo se entrambi riusciranno mettere la parola 'fine' a questa querelle economica, oppure se Veronica deciderà di appellarsi a sua volta, facendo ricorso alla Corte d’appello di Milano.

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