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David Luiz vergine, nente sesso prima del matrimonio: la solenne promessa del calciatore brasiliano

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Voto di castità per il pilastro della difesa della nazionale brasiliana David Luiz, deciso a dimostrare al mondo la fedeltà assoluta ai valori di una religione in cui crede più di ogni altra cosa.

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Il ventisettenne centrale del Paris Saint Germain e titolare inamovibile della Seleçao, reduce dalla deludente esperienza in patria ai Mondiali 2014, con la sola soddisfazione di un gol realizzato su calcio di punizione e qualche buona prestazione offerta davanti al pubblico verdeoro, ha promesso ai fedeli del suo stesso culto di onorare la promessa di conservare la verginità fino al giorno del matrimonio.

Fidanzato con la bella Sara Madeira, il giocatore carioca non ha mai nascosto le proprie convinzioni in materia di abitudini sessuali ed in generale di vita spirituale, essendo un appartenente all’orientamento cristiano denominato "Yo elegí esperar" ed alla comunità brasiliana protestante dei "Mobilitare Brasil", devota alla castità prima delle nozze.

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Il segno della croce e l’invocazione prolungata al cielo durante i momenti più significativi delle partite, reti e fischio finale dopo le vittorie in primis, sono solo alcuni degli indizi che hanno reso palese la religiosità di David Luiz, molto apprezzato in Brasile per correttezza e sportività dentro e fuori dal rettangolo di gioco.

L’immagine stereotipata del calciatore “donnaiolo”, dedito ad una vita dissoluta da rockstar fatta di sesso, discoteche e macchine di lusso, per una volta, risulta lontana anni luce, anche se quello del difensore sudamericano sembra un caso piuttosto isolato (ed estremo), al quale se ne possono contrapporre tanti altri di segno opposto.

Non saranno poi le scelte in materia sessuale a condizionare in un senso o nell’altro il rendimento dei campioni delle varie squadre di club o nazionali, alle prese con obiettivi ambiziosi da centrare a tutti i costi: ai Mondiali del Brasile, l’esperimento di aprire le porte dei ritiri a mogli e fidanzate dei giocatori di diverse squadre, praticato da alcune federazioni, non ha certamente cambiato i valori in campo.

Pubblicato da Marco Franco - Profilo Google+ - Leggi più articoli di Marco Franco

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