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Cracco e la compagna Rosa su Vanity Fair, intervista e scatti hot

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Un incontro casuale, per ragioni lavorative: lui in cucina, lei a capo delle relazioni pubbliche del locale. Il giorno riceve un sms da un numero sconosciuto: "Piacere di averti conosciuto". E poche ore più tardi le si presenta in ufficio dicendo: "Volevo dare un’occhiata al posto". Replica: "Ma non l’ha visto l’altro giorno?". Qualcuno attimo di silenzio imbarazzante. E il resto e storia. La storia di Carlo Cracco e dell'attuale compagna, la romagnola Rosa Fanti. La coppia sta assieme da quattro anni e sette mesi fa sono diventati genitori di Pietro. Anche se lo chef ha già altre due figlie (Sveva, 10 anni, e Irene, 6) da un precedente matrimonio.


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Reduce dal successo della seconda stagione di MasterChef, Cracco è una vera e propria star. Continua a lavorare nel suo ristorante stellato a Milano, ma è apparso anche al Festival di Sanremo, in veste di ospite. E il suo libro, Se vuoi fare il figo usa lo scalogno, è alla 14esima ristampa.
 Rosa gli sta accanto e da tre anni gestisce la vita e gli impegni del compagno. Ma all'inizio è stata dura. "Ho capito che la visita al locale era solo un pretesto per incontrarmi. Anche perché un suo collaboratore mi aveva chiesto il numero di cellulare, e una vocina dentro mi diceva che quel messaggio anonimo me l’aveva scritto lui. Mi chiamava tutti i giorni. Insistente da morire". Ma Rosa non ha ceduto subito. "Ero combattuta. Mi attirava quella sua sicurezza, come se mi conoscesse da sempre e avesse già deciso come sarebbe andata tra noi. Ma ero anche spaventata. Un uomo tanto più grande di me (Rosa ha 30 anni, Carlo 47), per giunta già sposato e con figli. Non era la storia che immaginavo".

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Ma la 30enne è capitolata: "Mi svegliavo ogni mattina alle sette per leggere il suo sms. Me ne mandava sempre uno, quando rientrava dal ristorante alle due, per augurarmi la buona notte. Quando è venuto a casa mia, come prima cosa ha aperto il frigorifero. Dentro c’era solo una confezione di piadine precotte e una mozzarella. Volevo morire. Carlo l’ha richiuso e mi ha detto 'da domani la spesa la faccio io'. Il giorno dopo si è presentato con 10 sporte piene di cibo, 'non toccherai mai più un fornello'. Poi si è messo a cucinare, piccione con patate e castagne. L’ho assaggiato e lì ho capito, sono fritta'". E non ha più cucinato. Per davvero. "Al massimo io faccio una pappina per Pietro". Oltre al timore per la differenza d'età, Carlo, all'epoca dell'incontro, era ancora sposato: "Si stava già separando, e comunque mi era chiaro fin da subito che faceva sul serio. Carlo non dà confidenza facilmente. È un uomo molto affettuoso, e anche fisico; sapevo che, se fosse iniziata una storia, ne sarei stata travolta".

Ed è anche orgoliosa del suo uomo, che sembra perfetto: "Si è fatto da solo, lavora da quando aveva 16 anni, la sicurezza che trasmette se l’è sudata. Fragilità ne ha come tutti, la cosa bella è che le ammette. Quando deve prendere una decisione importante è capace di interrompere una riunione, uscire e chiamarmi per chiedere consiglio. Mi consulta su tutto. Lui è il classico creativo, non ricorda nulla delle cose pratiche, io gli metto ordine nella vita". E ride di gusto quando le dicono che Carlo è un sex symbol: "Se va a riguardare le vecchie foto, si renderà conto che non è mai stato un bello, e non è abituato a essere considerato tale. Negli ultimi anni certo è cambiato, i capelli, la barba, i vestiti. Ma fare questo effetto sulle donne lo mette a disagio".



Un'intervista doppia rilasciata a Vanity Fair alla quale ha partecipato anche un disinvolto Cracco, che si gode la fortuna di aver trovato Rosa: "Ogni tanto un po' di culo non guasta.

 Nulla mi è mai arrivato facile, ho sempre dovuto pedalare. Sono il quarto figlio di una famiglia semplice di Vicenza. Mio padre, ferroviere, arrotondava con tre lavori extra. E altrettanti ne aveva mia madre". E pensò anche di farsi prete: "Volevo iscrivermi al seminario, ma si pagava vitto e alloggio. Mio padre disse 'sei scemo? Costa troppo'". E con le ragazze non andava benissimo: "Ero abbastanza sfigato, un tontolone. Il primo bacio l’ho dato a 14 anni, al mare, un avvenimento mondiale". Poi, però, si è sposato giovane, a 29 anni: "Professionalmente avevo già fatto strada. Mi sono accorto che con mia moglie viaggiavamo su binari incompatibili, a parte le figlie non condividevamo nulla, men che meno il lavoro che per me è sempre stato prima di tutto una passione. Un giorno mi sono chiesto 'che cosa ci sto a fare qui?'. 


Con Rosa ci siamo guardati e capiti in tre secondi. E' stato come una scossa di terremoto. Rosa è decisa, ti fa correre; è concreta, ti dà sicurezza, ma ti accompagna anche quando voli, anzi ti spinge a volare ancora più in alto". E l'idea di rifarsi una famiglia non lo spevanta affatto: "Non mi tiro indietro. La separazione mi ha fatto soffrire parecchio. Ho dato tutto me stesso per sanare la situazione con le mie figlie, che sono la cosa a cui tengo di più in assoluto. Mi sono fatto in quattro, ho sopportato tanto, ma ne è valsa la pena. Oggi le bambine vogliono un sacco di bene a Rosa e a Pietro".

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