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Caso Marrazzo, le ultime novità emerse dai verbali

Dopo le rivelazioni di Natalie, il caso Marrazzo si arricchisce di nuove parole e nuove confessioni ma anche di nuovi particolari che complicano ancora di più la giù stranissima situazione.

Le rivelazioni dei transessuali ad Annozero

Guarda le foto: Natalie, il trans del video con Marrazzo

Guarda le foto: Brenda, uno dei trans coinvolti nella vicenda

Intervistato da Repubblica, l'ormai reggente della Regione Lazio Esterino Montino non usa mezze parole sostenendo che dai primi giorni di ottobre Tonino Angelucci della Tosinvest iniziò a fare pressioni particolari su Marrazzo affinchè rivedesse alcuni decreti anti-deficit sanitario appena firmati: una dichiarazione importante visto che proprio il figlio di Angelucci, Giampaolo, fu tra coloro che visionarono il video di Marrazzo, almeno stando alla Photo Masi.

"A partire dai primi di ottobre, Tosinvest ha messo in atto una serie di proteste e di pressioni, sia attraverso comunicati pubblici, sia in sede di riunioni tecniche con i dirigenti degli uffici, perché ritenevano ingiusti e vessatori i provvedimenti sulla riabilitazione firmati da Marrazzo e dal sub-commissario Morlacco tra giugno e luglio", dice Angelucci nell'intervista, durante la quale comunque non cita mai l'affaire Marrazzo.

Secondo indiscrezioni, gli inquirenti avrebbero deciso di far luce sui soldi pubblici a disposizione di Marrazzo che potrebbero essere stati utilizzati per scopi privati; il bilancio della Regione Lazio presenta infatti una cifra pari a 500.000 euro registrati come spese di rappresentanza che potrebbero essere stati utilizzati da Marrazzo magari proprio per i suoi incontri clandestini.

Sono stati intanto resi noti i verbali contenenti gli interrogatori di Marrazzo che ha confermato di aver assunto cocaina, di aver avuto incontri anche con il transessuale Brenda e di non ricordare che lo stesso filmò o scattò fotografie in tali circostanze.

Marrazzo ha poi ricordato il giorno dell'irruzione parlando di violenza da parte dei carabinieri: "ribadisco che nell'abitazione di Natalie entrarono solo due persone che mi trattarono con estrema durezza e con violenza. Mi spinsero in un angolo impedendomi di tirare su i pantaloni che mi stavo levando quando sono entrati".

Aggiungendo: "in tale modo, per il mio abbigliamento mi trovavo in uno stato psicologico di inferiorità e umiliazione. Inoltre in più occasioni vennero a contatto con me quasi a volermi intimidire, come per farmi capire che erano armati. Per tutto quel tempo sono stato costretto a stare nella stanza da letto e solo in un'occasione mi sono affacciato sulla soglia della porta ed ho potuto vedere con chiarezza che vi erano solo due persone, oltre a Natalie. [...] Mi sentivo come fossi stato sequestrato. Natalie invece per qualche tempo mi è sembrata essere stata collocata fuori dal balcone; ho dedotto questo dalla circostanza che l’ho vista passare davanti alla stanza da letto spinta verso il balcone e dal luogo dove mi trovavo per qualche tempo non l’ho più vista".

Pare inoltre che gli inquirenti si stiano sempre più concentrando sul telefonino di Gianguari­no Cafasso, il pusher morto che per primo cercò di vendere il video di Marrazzo con Natalie: secondo i pubblici ministeri è necessario rintracciare il cellulare dello stesso perchè potrebbe contenere video che ritraggono altri perso­naggi ricattabili come Marrazzo.

Come scrive Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera, "gli investigatori sono ormai convin­ti che l’irruzione compiuta nell’ap­partamento di Natalie non fosse la prima e per questo verificano se altri video siano già stati messi in vendi­ta, semmai con altri mediatori".

Intanto secondo Il Giornale sarebbe venuto fuori un secondo video girato in una delle case a disposizione dell'ex Governatore del Lazio che sarebbe stato girato a uso personale. Questo secondo video non avrebbe portato all'apertura di altre indagini in quanto si tratterebbe appunto di un filmato amatoriale e privato.

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