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Camila Raznovich ha sofferto di depressione post partum

  • LaPresse

Da una come lei non ce l'aspettavamo. Perché è un tipetto tosto, determinato. Solido. E invece no, le apparenze ingannano. Avrà di certo una personalità forte, Camila Raznovich, ma ciò non esclude debolezze e fragilità. Così, in un'intervista al settimanale Io Donna, ecco che rivela di aver sofferto di depressione post partum due anni fa, nel periodo successivo alla nascita di Viola, frutto del legame con l'architetto Eugenio Campari.

Le foto di Camila in topless con Eugenio Campari

La decisione di parlarne alle persone più care ha provocato un fenomeno inaspettato: 'Nessuna delle mie amiche - spiega Camila - mi aveva confessato di averla avuta. Hanno cominciato una a una ad aprirsi solo dopo che ne ho parlato io: evidentemente per retaggi culturali 'la mamma non può essere depressa'. Invece io ho versato troppe lacrime. Il parto mi aveva fisicamente provata, una sofferenza che non dimenticavo affatto. All’inizio, e per tre mesi, non riuscivo a stare in piedi, e dormivo solo sul fianco. Anzi, dormivo poco. Viola si svegliava continuamente e io ero stremata: la mancanza di sonno non rende lucidi. Bisogna aspettare che passi la tempesta, perché di questo si tratta'.

E la tempesta, per fortuna, è passata. Camila ha ritrovato la sua forma migliore, sotto ogni punto di vista. È tornata in campo. Cura una rubrica proprio su Io Donna, intitolata 'M'ammazza', che adesso si è tradotta in un libro la cui uscita è prevista per il prossimo 5 ottobre.

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