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Brittany Murphy e il marito avvelenati col veleno per topi perché sapevano troppo?

  • The Hollywood Reporter

di Silvia Tozzi

L'attrice Brittany Murphy, indimenticata protagonista femminile di 8 miles con Eminem, è morta il 20 dicembre 2009 in modo misterioso. Si disse che il suo decesso poteva essere stato causato dal Vicodin, che prendeva dopo aver subito diversi interventi di chirurgia estetica, o per il diabete, o per l'eccessiva magrezza o a causa di sonniferi ingeriti, fattostà che non si credette a una fatalità e furono predisposti gli esami tossicologici. L'indagine rivelò che probabilmente per i due era stata fatale una muffa tossica presente nell'abitazione.

Brittany Murphy, le foto

L'attrice fu trovata senza vita nella sua vasca da bagno. Cinque mesi dopo, anche il marito di Brittany, lo sceneggiatore inglese Simon Monjak, 40 anni, morì nella stessa casa di Los Angeles. Il papà di Brittany, l'87enne Angelo Bertolotti, non si è mai convinto che la morte della sua bambina fosse un incidente. Ha conservato capelli e sangue dei coniugi e li ha fatti analizzare privatamente. I risultati sono sconcertanti. I Carlson Company laboratories hanno infatti riscontrato nel sangue dieci metalli pesanti, a un livello molto più alto dei massimi concessi dal'Organizzazione Mondiale di Sanità. Nel responso si legge: "L’unica spiegazione logica al loro ritrovamento è che qualcuno abbia somministrato queste sostanze tossiche ai due con un chiaro intento criminale”. Data l'alta quantità di insetticida presente nel sangue, si pensa sia stata avvelenata col veleno per topi. I familiari sostengono che poco prima di morire la giovane aveva tutti i sintomi di intossicazione da metalli pesanti: sudori, tosse, disorientamento, crampi addominali, mal di testa, congestione, pneumotorace, congestione, tremori. Stessi sintomi aveva Simon Monjack prima di morire a sua volta.

Una muffa killer?

L'anziano padre sostiene che la bionda attrice fu avvelenata col veleno per topi dal dipartimento di sicurezza degli Stati Uniti, che avrebbe preso male l'intromissione della diva nella causa contro una ex guardia di frontiera, Julia Davis, rea di aver denunciato l'entrata illegale negli Usa di alcuni terroristi. Ora la famiglia ha chiesto di riaprire le indagini, ma le autorità sostengono che non ci sia nulla che faccia supporre che l'attrice 32enne sia morta in circostanze diverse da quelle determinate a chiusura del caso. La morte è per anemia e pneumotorace. Che possono essere conseguenze da avvelenamento, tra l'altro. “Mia figlia non era né anoressica, né tossicodipendente, come hanno scritto ripetutamente. Brittany e Simon sono stati ridicolizzati da The Hollywood Reporter, quando hanno protestato per poter essere protetti perché temevano per la propria vita. Non riposerò finché la verità su questo tragico evento, non verrà a galla. Deve essere fatta giustizia per Brittany”, ha detto Bertolotti.

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