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Berlusconi querela Repubblica, Bossi lo mette in guardia

Nel marasma generale che questa estate ha coinvolto Silvo Berlusconi prende la parola Umberto Bossi che espone una sua personale teoria dei fatti. E lo stesso Berlusconi decide di querelare Repubblica.

Ma andiamo con ordine perchè durante un comizio della Lega a Melzo Umberto Bossi ha dichiarato che le voci messe in giro in questi mesi sono opera della criminalità organizzata che ha deciso di vendicarsi per il varo della legge sul sequestro dei beni.

"Berlusconi è odiato dalla mafia e se non sta attento la mafia può fargli del male", ha detto Bossi sul palco di Melzo. "Io ho pensato che quella storia delle donne sia per quel problema lì: la legge approvata sul sequestro dei beni mafiosi, che alla mafia ha fatto un male enorme".

E mentre Bossi mette in guardia il premier, il premier ha presentato una querela contro Repubblica per la vicenda delle 10 domande senza risposta finita anche sui giornali stranieri.

Secondo il premier le domande formulate il 26 giugno da Giuseppe D'Avanzo sono "pesantemente diffamatorie" perché "il lettore è indotto a pensare che la proposizione formulata non sia interrogativa, bensì affermativa ed è spinto a recepire come circostanze vere, realtà di fatto inesistenti".

Si tratta, si legge nell'istanza, di "domande retoriche" che "non mirano ad ottenere una risposta del destinatario, ma sono volte a insinuare nel lettore l'idea che la persona interrogata si rifiuti di rispondere".

Berlusconi però chiama in causa anche il pezzo apparso su Repubblica il 6 agosto scorso, "Berlusconi ormai ricattabile", che riportava i giudizi della stampa di tutto il mondo sul caso italiano.

Secondo Berlusconi, Repubblica, "con l'espediente di riportare il contenuto del settimanale francese ha pubblicato ancora una volta - nel quadro della ben nota polemica di questi ultimi mesi - notizie non veritiere, riportando circostanze che in alcun modo corrispondono alla situazione di fatto e di diritto realmente esistente".

Dunque "il danno arrecato al Dr. Berlusconi è pertanto enorme" sia per il "ruolo del protagonista" sia perché la notizia è stata diffusa da "un quotidiano con ampia tiratura e diffusione e destinato ad un elevato numero di lettori"; da qui la richiesta di risarcimento danni per un ammontare pari ad un milione di euro più una somma, da stabilire, "a titolo di riparazione".

Il direttore di Repubblica Ezio Mauro questa mattina firma un editoriale dal titolo Insabbiare e scrive che "è la prima volta, nella memoria di un Paese libero, che un uomo politico fa causa alle domande che gli vengono rivolte. Ed è la misura delle difficoltà e delle paure che popolano l’estate dell’uomo più potente d’Italia. [...]".

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